Il nuovo quadro di comando del Teatro di Roma

Teatro_Argentina_sliderPresidente è Marino Sinibaldi, direttore di Radio3. Gli altri consiglieri di amministrazione

 

 

ROMA – Diceva un paio di mesi fa l’allora presidente del Teatro di Roma, Franco Scaglia: “Lo Stabile versa in condizioni economiche pericolose, e non per deficienza dei propri bilanci, ma per i crediti che vanta nei confronti di Comune, Regione e Provincia (cioè dei soci dello Stabile, ndr). Non ci servono bandi pubblici o commissari, né proroghe delle cariche di mese in mese, bensì nomine che diano agli enti dei vertici, vecchi o nuovi – questo non sta a me dirlo – capaci di lavorare presto e bene».

Ora finalmente le nomine sono arrivate e da ieri il vertice del Teatro è al completo. Dopo le turbolenze delle scorse settimane intorno al nome di Gianni Borgna, l’accordo sulla presidenza è stato trovato sul nome di Marino Sinibaldi, direttore di Radio3 dal 2009. Per nulla intimidito dalle difficoltà che lo attendono, il neo presidente ha dichiarato a caldo che “una cosa è certa, quella dello Stabile di Roma dovrà essere una sfida orientata a rafforzare la qualità del teatro, perché sono convinto, e dovremmo essere tutti convinti, che il teatro deve continuare ad essere uno dei luoghi più ricchi di esperienze, di tensioni e, perché no, di contraddizioni del nostro sapere contemporaneo”.

Il cast del consiglio di amministrazione si è completato con le designazioni degli altri soci. Dopo il presidente, la Regione ha indicato un altro giornalista, Nicola Fano, che è anche autore teatrale. La Provincia a sua volta ha nominato un tecnico (di che? ndr), Francesco Saverio Marini, ordinario di diritto pubblico all’Università di Tor Vergata. Infine il sindaco Marino ha designato i suoi, anzi le sue rappresentanti. Si tratta di Mercedes Giovinazzo e Carlotta Garlanda: La prima è presidente di Culture Action Europe e promotrice di cultura come leva di sviluppo sociale. La Garlanda vanta esperienze in Romaeuropa, Eti, Mibact e in diversi processi di internazionalizzazione culturale.

In un quadro di vertice contrassegnato da non consolidate competenze teatrali (come può anche essere giusto che sia), resta da coprire l’ultima casella, la più importante, quella di direttore artistico. Entro la prossima settimana sarà resa nota la scelta del cda, anche se non è un mistero che il grande favorito è Ninni Cutaia. Catanese, 54 anni, Cutaia è stato direttore del Mercadante di Napoli, direttore generale dell’Eti e responsabile di progetti del ministero dei beni culturali.

Entusiasti naturalmente i commenti di Zingaretti (“Sono particolarmente soddisfatto perché ho avuto l’onore di nominare sia il neo presidente Marino Sinibaldi sia Nicola Fano all’interno del Cda del Teatro”) e di Marino (“Abbiamo scelto due donne il cui contributo per il teatro di Roma sarà sicuramente importante e permetterà di proiettare di più lo Stabile sulla scena europea”). Di segno opposto il commento di Federico Mollicone (Fdi): “I toni trionfalistici di Marino rispetto alle nomine sul Teatro di Roma nascondono in realtà l’esito di una guerra fratricida all’interno della sinistra che ha fatto vittime eccellenti, come l’autorevolissimo Gianni Borgna”.

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