Renzi, ora dettiamo noi l’agenda

RenziIl segretario piddino annuncia: “Non saremo mai più sotto scacco e sul rimpasto decide Letta”

 

 

ROMA – Ieri sera incontro con i senatori del Pd, oggi riunione di segreteria, domani confronto nella direzione del partito soprattutto sulla proposta di legge elettorale da mettere in campo. Matteo Renzi imprime un ritmo serrato all’iniziativa del Pd, mentre il presidente del Consiglio Enrico Letta torna questa mattina dal Messico.

Nell’incontro con i senatori piddini, Renzi ribadisce di ritenere che l’abolizione del Senato faccia parte di quelle riforme in tempi brevi su cui impegnarsi insieme a legge elettorale e tagli ai costi della politica. Renzi conferma che la sua ipotesi e’ trasformare il Senato in una Camera delle autonomie formata da sindaci e da rappresentanti delle Regioni. Secondo alcune indiscrezioni, il segretario del Pd avrebbe spiegato di voler appoggiare il tentativo di Enrico Letta di rilanciare l’esecutivo e di escludere che si possa andare al voto anticipato prima del semestre europeo a presidenza italiana che inizia a giugno (”La gente non ci capirebbe”).

Renzi ha tuttavia ricordato le sue condizioni per il sostegno al governo: ”Ora dettiamo noi l’agenda, non saremo mai piu’ sotto scacco”. Quanto al problema del rimpasto dell’esecutivo, ribadisce: ”Mi addormento solo a pensarci, Letta faccia quel che vuole”. Linea ribadita in una lettera dal titolo ”Proposte concrete” che compare oggi su La Stampa, con la quale replica a un articolo del sociologo Luca Ricolfi che lo aveva criticato per astrattezza e per aver formato la nuova segreteria del Pd con uomini e donne che fanno venire in mente Qui, Quo e Qua, personaggi di Walt Disney.

Ieri Renzi aveva preso posizione su molte questioni del dibattito politico rispondendo ad alcune domande che gli sono state poste via twitter. Sul problema della trasformazione del Senato ha polemizzato con Angelino Alfano, leader del Nuovo centrodestra e vicepremier: ”Ncd propone di eleggere 210 senatori al posto dei 315? E’ una proposta che non condividiamo: per noi al Senato va tolta ogni tipo di funzione elettiva. Abbiamo proposto un pacchetto con legge elettorale, riforme e Titolo V, se Ncd non ci sta apre un problema con noi”. Sulla collaborazione con Ncd annota: ”Resteremo al governo il tempo necessario a fare approvare anche a loro lo ‘ius soli’ e la ‘civil partnership’ alla tedesca”.

La replica, in parte ironica, arriva da Gaetano Quagliariello, ministro per le Riforme, intervistato dal Tg1: ”Vuol dire allora che resteremo tanto tempo insieme. Siamo pronti a discutere ma non siamo qui a prendere o lasciare. E sul Senato la nostra proposta costa meno della loro”. Renzi precisa la propria posizione pure sul caso di Nunzia De Girolamo, ministro dell’Agricoltura, esponente del Ncd, che secondo alcune registrazioni illegittime avrebbe favorito alcuni appalti di una Asl di Benevento: ”Il Pd ha chiesto che il ministro vada in Aula, che racconti la sua versione dei fatti. Nessuno fa dei processi in contumacia e secondo quello che il ministro dira’, il Pd prendera’ una posizione univoca”. Il leader piddino ricorda un altro caso recente che riguardo’ un ministro della squadra di Letta: ”La ministra Idem si e’ dimessa, ha mostrato uno stile diverso”.

Sulle prospettive del quadro politico, Renzi chiarisce: ”Il mio obiettivo non e’ stare con il fiato sul collo del governo. Dico solo che il rimpasto non e’ all’ordine del giorno, l’idea che uno vinca il congresso e chieda posti di governo e’ quanto di piu’ vecchio e stantio si possa immaginare”. Via libera a Letta, qualora volesse procedere in quella direzione: ”Se il premier pensa che alcuni ministri non stiano andando bene, fa benissimo a cambiarli”. Difficile che esponenti renziani entrino a far parte dell’esecutivo.

Sulla legge elettorale da privilegiare, tema al centro della Direzione del Pd che si terra’ domani, il sindaco di Firenze non fa anticipazioni: ”Il Pd si presenta con una legge elettorale solo a condizione di portare a casa il risultato, altrimenti e’ tempo perso. Il sistema spagnolo, come del resto gli altri due, garantisce l’alternanza e impedisce le larghe intese”. Il riferimento e’ alle altre due proposte avanzate da lui stesso: Mattarellum corretto e modello che ricalca la legge per l’elezione dei sindaci.

L’ufficio stampa del Pd, a proposito di riforma elettorale, smentisce intanto che Renzi ne abbia discusso con Silvio Berlusconi in un colloquio telefonico che si sarebbe svolto ieri. L’incontro tra i due leader appare sempre piu’ improbabile perche’ foriero di polemiche che si abbatterebbero da sinistra su Renzi per aver incontrato un condannato per frode fiscale con sentenza definitiva. In serata, ”Ballaro”’ trasmette una beve intervista al segretario del Pd: ”Qualcosa ha iniziato a muoversi. La legge elettorale sara’ presto in discussione alla Camera e speriamo si chiuda bene. Abbiamo proposto di tassare le rendite. Il nostro problema e’ fare le cose, a iniziare dal taglio di un miliardo dei costi della politica”. Alla domanda su come e’ andato il recente incontro con il presidente Giorgio Napolitano al Quirinale, Renzi risponde: ”Bene, come sempre”.

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