Chi sale e chi scende nel Pdl-Forza Italia

Bonaiuti-Paolo-sliderPaolo Bonaiuti sostituito nel ruolo di portavoce da Maria Rosaria Rossi. Spenta la sua tv

 

 

ROMA – L’ “ascensore” all’interno dei partiti non si ferma mai. Mentre nel Pd i “guaglioni” di Matteo Renzi hanno già rottamato la vecchia guardia bersaniana, nel partito di Berlusconi il ricambio generazionale e i nuovi organigrammi sono al centro delle vicende interne.

Tra chi va e chi viene ad Arcore, le ultime vittime sacrificali, per ora, sembrano essere Adriano Galliani e Paolo Bonaiuti. Al primo hanno tolto il Milan, al secondo tutto il potere dentro Forza Italia esercitato per anni con la carta bianca rilasciatagli dal “capo”.

Ora il suo posto storico di portavoce è stato affidato a Deborah Bergamini, con i gradi di nuovo responsabile della comunicazione di Forza Italia. A lei dunque, che non ha mai smesso di dare del “lei” a Berlusconi, vengono trasferiti i poteri in tema comunicazione interna ed esterna, di rapporti con i mezzi di informazione, di scelta degli ospiti del partito da mandare sui talk, di giornalisti televisivi da lanciare in orbita.

Per Bonaiuti invece è cominciato il viale del tramonto. Per la verità era già cominciato nel momento stesso dell’uscita del Pdl dalla maggioranza del governo Letta e della successiva scissione di Alfano. In coincidenza infatti con quei drammatici scossoni all’interno del partito, a Maria Rosaria Rossi – chiamata dalle malelingue la “badante di Berlusconi” – fu affidato l’incarico di tagliare le spese di Palazzo Grazioli. In quella spending review la prima vittima fu proprio Il Mattinale, la creatura di Bonaiuti che dettava ogni giorno l’agenda al Pdl.

Stefano Feltri così ricorda quei giorni: “Il Mattinale non esiste più. Per anni, ogni giorno, uno staff a palazzo Grazioli preparava un bollettino che dava la linea a deputati e dirigenti del Pdl, molto più degli editoriali del Giornale o di Libero. Non solo: funzionava un po’ da ufficio studi, preparava i dossier per i politici che dovevano andare in televisione o affrontare un dibattito. Era lo strumento con cui per anni Paolo Bonaiuti, portavoce di Silvio Berlusconi e ascoltato consigliere, si è assicurato la compattezza di opinioni nel partito, strumento imprescindibile per indirizzare parlamentari spesso dalle basi non solidissime e contrapporsi alla cacofonia del Pd”.

Bonaiuti dunque, caduto in disgrazia, è stato allontanato dal cerchio magico berlusconiano. L’ultimo affronto è di questi giorni quando è stata spenta perfino la sua tv, giudicata ormai strumento inutile in funzione della nuova strategia di Forza Italia. Qualcuno insinua che il “povero” Bonaiuti, abbandonato dai suoi, lanci qualche sguardo languido in direzione del Nuovo centro destra di Alfano. Ma qui si lascia la cronaca per entrare sul terreno scivoloso delle mere supposizioni.

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