Regione Lazio, spunta una seconda cimice

Zingaretti_Nicola_slider_dueDopo la microspia rritrovata negli uffici di presidenza, un’altra è stata scoperta nella sala riunione di Fegatelli 

 

 

ROMA – Seconda microspia, scoperta nel giro di cinque giorni in uno degli uffici che fanno capo alla Regione Lazio. Si tratta della sala riunioni dell’ufficio di Luca Fegatelli già dirigente dell’area rifiuti e attualmente agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta sullo smaltimento dei rifiuti che ha determinato l’arresto di sette persone tra le quali Manlio Cerroni.

Il ritrovamento della microspia è stato fatto da un dipendente in servizio presso l’ufficio di via del Serafico dove è ospitata l’agenzia per i beni confiscati alle organizzazioni criminali che era affidata a Fegatelli.

Anche questa seconda cimice appare di fabbricazione artigianale ed era nascosta come la prima all’interno di una poltrona della sala riunioni. Le indagini sono affidate ai carabinieri che hanno già fatto sopralluoghi.

La prima era stata ritrovata sabato scorso come. “Nella giornata di sabato – si legge nel comunicato ufficiale della Regione lazio – nel corso di una periodica verifica delle difese fisiche ed elettroniche a tutela della privacy e della sicurezza degli uffici della Presidenza, e’ stato rinvenuto dentro una poltrona della sala riunioni un complesso apparato elettronico idoneo all’ascolto e alla registrazione ed atto alla trasmissione all’esterno”. A denunciarlo il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, sottolineando che ”la Regione ha ovviamente informato del ritrovamento l’Arma dei Carabinieri per la dovuta denuncia, e immediatamente la Procura della Repubblica di Roma dell’avvenuto ritrovamento”.

La cimice, di fattura artigianale, era destinata ad effettuare registrazioni ambientali e a trasmetterle eventualmente anche all’esterno: si trovava in una sala da 16 persone, adiacente all’ufficio del governatore, nella quale si sono discussi finora i più svariati temi.

“La Presidenza della Regione – conclude la nota – confida al piu’ presto che le indagini facciano luce su questo ritrovamento inquietante. Da parte nostra continueremo nell’opera di rinnovamento, trasparenza e autonomia a difesa dell’interesse pubblico che abbiamo iniziato sin dal primo giorno del nostro arrivo”.

Anche l’ex presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, era stata spiata. Nell’aprile del 2011, infatti, l’allora governatrice denunciò alla Procura il ritrovamento di tre microspie e una microcamera. Le apparecchiature furono ritrovate durante una bonifica e una microspia fu rinvenuta in una intercapedine a pochi metri dall’ufficio di gabinetto della presidenza.

“Il ritrovamento di microspie negli uffici della regione è senza dubbio un episodio inquietante. Esprimo piena solidarietà e vicinanza al presidente Nicola Zingaretti”. Lo riferisce il segretario del Pd Lazio, Enrico Gasbarra in merito al ritrovamento di una microspia nella sala riunioni del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti

“Bene ha fatto il presidente della Regione ad affidarsi al procuratore Capo Giuseppe Pignatone e sono sicuro che la magistratura farà piena luce su quanto è accaduto. L’azione di buon governo – conclude Gasbarra – avviata dell’amministrazione Zingaretti non sarà fermata da niente e nessuno”.

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