Revoca dell’incarico ai due dirigenti della Regione

malagrotta-sliderFegatelli e De Filippis finiti agli arresti domiciliari per associazione a delinquere finalizzata al traffico di rifiuti

 

 

ROMA – Sono piene di ‘Omissis’ le delibere della Giunta regionale del Lazio con le quali vengono revocati gli incarichi ai due direttori recentemente finiti agli arresti domiciliari per associazione a delinquere finalizzata al traffico di rifiuti, inchiesta nella quale è finito anche il ‘supremo’ Manlio Cerroni.

Per Luca Fegatelli, da maggio del 2013 direttore dell’Agenzia regionale per i beni confiscati alle organizzazioni criminali nel Lazio (ABECOL), il provvedimento di sospensione viene disposto “al fine di garantire il buon andamento e l’imparzialità dell’attività amministrativa”.

Per Raniero Vincenzo De Filippis, direttore della Direzione regionale “Infrastrutture, ambiente e politiche abitative”, la revoca dell’incarico viene motivata “per la necessità di assicurare la continuità dell’azione amministrativa della Direzione regionale in oggetto e, pertanto, di attribuire la titolarità della Direzione stessa ad altro soggetto”.

Fegatelli sotto la gestione dell’ex governatrice Renata Polverini era stato chiamato a rimpiazzare l’allora capo del settore rifiuti, Raniero De Filippis che era stato trasferito ad altri servizi e che con Zingaretti era stato a sua volta nominato direttore del settore infrastrutture, ambiente e politica abitativa.

Fegatelli e De Filippis erano considerati dirigenti apicali che un’amministrazione eredita dalla precedente gestione e che sono destinati a ricoprire incarichi dirigenziali nonostante il primo era stato già condannato dalla Corte dei Conti a risarcire la Regione per un danno di 750mila euro, mentre De Filippis nel 2002 aveva patteggiato 5 mesi per abuso d’ufficio e falso ideologico per vicende legate ad una comunità montana di cui era stato commissario liquidatore.

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