Alitalia punta tutto sugli esuberi

alitalia-hostess-SLIDERLa trattativa con la compagnia Etihad di Abu Dhabi. Le reazioni delle organizzazioni sindacali

 

 

ROMA – L’Alitalia ha aperto l’ennesima procedura per l’intervento degli ammortizzatori sociali per 1.900 esuberi stimati dall’ultimo piano industriale della compagnia. L’annuncio è stato dato al termine dell’incontro tra il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi, l’azienda e i sindacati confederali. In dettaglio la compagnia ha indicato la necessità di tagliare 280 piloti, 350 assistenti di volo, 480 assistenti di terra, 190 persone nella manutenzione e 600 negli uffici. “Sarà una trattativa lunga – aveva detto in mattinata l’amministratore delegato della compagnia, Gabriele Del Torchio – ma penso che il buonsenso prevarrà e che questa sia l’ultima opportunità”.

Dura la risposta dei sindacati. “Abbiamo criticato la scelta strumentale dell’azienda di aver avviato la procedura per la cassa integrazione”, commenta il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso. “Ci aspettiamo che l’azienda – aggiunge – faccia una proposta diversa nelle prossime ore”, sottolineando che per la Cgil le condizioni restano quelle poste all’inizio della vertenza e cioè che non si può chiudere fin tanto che ci sono degli esuberi. Sulle stesse posizioni si è espresso il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti. Ancor più drastica la posizione del segretario generale dell’Ugl, Giovanni Centrella, secondo il quale : “Non ci stiamo agli aut aut: i lavoratori di Alitalia hanno già dato. Noi non vogliamo esuberi e su questo invece l’azienda finora ha proposto contratti di solidarietà e altro”.

Ma molti sostengono che non si può andare a trattare con la pistola dell’azienda puntata alla tempia dei lavoratori. Sul tavolo infatti sarebbero già pronti i libri della compagnia da portare in tribunale già lunedì per sancire il fallimento della ex compagnia di bandiera. D’altra parte gli stessi protagonisti dell’incontro al vertice di queste ore parlano di una situazione di “emergenza” che genera un deficit di un milione di euro al giorno, dopo aver buttato a vuoto centinaia di migliaia di euro in sette anni.

Ora, però, siamo alla resa dei conti. Se si vuole avere l’impegno finanziario delle banche e mandare in porto la trattativa con Etihad bisogna fare in fretta. La prossima settimana il premier Letta sarà in visita negli Emirati Arabi Uniti e in Qatar e Kuwait e se arrivasse lì con in tasca un accordo di massima con i sindacati sul piano Alitalia, anche per la compagnia araba Etihad sarebbe un buon segnale.

Sembra che non ci sia altra strada per arrivare all’accordo con il nuovo partner che quella di un drastico taglio del costo del lavoro. Non c’è un problema di slot internazionali, di un marketing più aggressivo, di un equilibrio finanziario meno instabile, di soci più attivi, di joint venture con altre compagnie, di un gruppo dirigente incapace. Il peso del risanamento della compagnia da gettare sul tavolo del negoziato con Ethiad sta sempre e solo sulle spalle di lavoratori che “hanno già dato”.

D’altronde il nodo Alitalia non impegna soltanto in queste ore l’azienda e i rappresentanti dei lavoratori. La vicenda è seguita con grande attenzione dalla politica per le conseguenze disastrose che un eventuale fallimento e quindi l’avvio degli esuberi, potrebbe avere per l’economia del Lazio. “Duemila esuberi, seppur protetti dagli ammortizzatori sociali, sarebbero un nuovo shock per chi subirà il distacco dall’azienda, ma nel contempo anche per la nostra Regione e per l’area metropolitana di Roma, sede di Alitalia, con nuove pesanti ricadute sull’intero comparto aeroportuale”, afferma il segretario del Pd Lazio, Enrico Gasbarra.

Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha richiamato l’attenzione sul significato che ha Alitalia «per il sistema del trasporto aereo nazionale, per il turismo e la competitività del Paese e per il sistema economico ed aeroportuale di Roma e del Lazio, che conta circa 36.000 addetti compreso l’indotto. Per questo bisogna trovare una soluzione guardando al «futuro e alle potenzialità di Alitalia, che si sta dimostrando appetibile ad investitori internazionali, piuttosto che a soluzioni di corto respiro che vadano a penalizzare solamente i lavoratori»

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