Camusso chiede la condanna della Fiom

Camusso_SLIDERIl segretario del sindacato ha chiesto ai probiviri il rispetto delle decisioni assunte dagli organi direttivi

 

 

ROMA – Nella Cgil non si ricordano molti precedenti di uno scontro così duro tra i massimi dirigenti della confederazione come quello che oppone il segretario generale, Susanna Camusso, al segretario del più importante e storico sindacato di categoria, i metalmeccanici.

In base infatti alla rivelazione de Il Fatto Quotidiano, la Camusso ha chiesto per iscritto al Collegio statutario della Cgil di sapere se, in base alle norme che regolano la vita interna della Confederazione, il segretario della Fiom Maurizio Landini può ritenersi non vincolato alle decisioni del Comitato direttivo della Cgil e quale rimedio o sanzione può essergli comminato.

L’antefatto è noto e nasce dall’accordo sulla Rappresentanza che la Cgil ha firmato insieme a Cisl, Uil e Confindustria, in cui si stabiliscono i nuovi criteri di rappresentatività di un sindacato (il 5 per cento tra consensi e iscritti); la presenza del 51 per cento dei mandati perché un accordo sia valido; la sanzionabilità di scioperi da parte di strutture sindacali o di Rsu contro gli accordi siglati e, infine, l’istituzione di commissioni arbitrali formate, pariteticamente, dai sindacati confederali e dagli imprenditori, nel caso di divergenze.

Il segretario della Fiom ha giudicato quel testo lesivo dell’autonomia della categoria e dei diritti dei lavoratori. In un confronto diretto tra i due dirigenti Landini ammonì: “Se si pensa di aver vincolato con quell’accordo me e la Fiom, sappiate che discuterò con la Fiom e i delegati su quello che c’è da fare”. Nella replica della Camusso c’erano già tutte le premesse dell’imminente conflitto: “Sono state fatte una serie di affermazioni. Su alcune di queste la parola spetterà ai nostri organismi di garanzia”.

E così è stato. La lettera del segretario generale della più grande organizzazione sindacale in Italia è del 22 gennaio scorso (il testo integrale è in calce, ndr) e vi si chiede in sostanza se le decisioni del Comitato Direttivo del sindacato devono essere considerate vincolanti per tutti gli iscritti.

Il Collegio statutario nazionale della Cgil, formato da Wilma Casavecchia, Enza Severino e Michele Gentile, ha già risposto a due quesiti posti dalla Camusso. Nella Cgil, scrivono, è previsto il diritto al dissenso e “la salvaguardia della pari dignità delle opinioni a confronto prima della decisione”. Tuttavia questo diritto deve conciliarsi con il principio fondamentale della “unicità dell’organizzazione”. In altre parole, “prima delle decisioni” si può discutere liberamente in nome del diritto al dissenso, ma “dopo le decisioni degli organismi dirigenti competenti” queste investono l’intera organizzazione. “Ne consegue – si legge nel testo del Collegio – che comportamenti difformi o assunti in violazione di detti valori rappresentano, una volta accertati, inadempienza statutaria”. Landini quindi potrebbe vedersi comminare una sanzione che va dal “biasimo scritto” fino “all’espulsione” passando per la “sospensione della carica” da 3 a 12 mesi o per “la sospensione delle facoltà di iscritto”.

La reazione del segretario della Fiom non si è fatta attendere: “Della lettera non so nulla, per quello che mi riguarda abbiamo chiesto alla Cgil di ottenere che i lavoratori possano votare e decidere sugli accordi. Una richiesta di democrazia minima e se a una richiesta simile ci fosse una risposta della Cgil di questa natura attraverso gli organi di garanzia del sindacato sarebbe un fatto gravissimo”. Comunque, ha concluso Landini, “quello che mi interessa è concentrarmi su Electrolux, su Fiat, sui lavoratori in cassa integrazione, su chi è in difficoltà e non ha un lavoro”.

Ecco il testo della lettera: “Io sottoscritta Susanna Camusso, tessera numero 718519 del 2013 (non essendomi ancora stata consegnata la tessera 2014), chiedo al Collegio Statutario di appurare se è coerente o consentito che il Segretario Generale di una Categoria, nel caso Fiom-Cgil, affermi che le decisioni del Comitato Direttivo non sono per lui e per la sua categoria un vincolo, e che non essendo vincolato discuterà con la Fiom-Cgil e i delegati quello che c’è da fare. Dichiarazioni rese nell’intervento al Comitato Direttivo e reiterate ripetutamente alla stampa. Chiedo, inoltre, al Collegio Statutario se si è in violazione della norma, come si possa determinare il rimedio o la sanzionabilità del comportamento stesso“.

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