I richiami forti della Corte dei conti

Squitieri-sliderLa relazione del presidente Squitieri all’inaugurazione dell’anno giudiziario. L’intervento del procuratore generale Nottola

 

 

ROMA – “Gli indicatori congiunturali interni offrono una conferma del rafforzamento del ciclo economico ma, al contempo, segnalano la presenza di alcune criticità”. Lo rileva il presidente della Corte dei Conti, Raffaele Squitieri, nella relazione sull’attività della Corte in occasione dell’inaugurazione dell’Anno giudiziario. Per Squitieri il quadro presenta tendenze contraddittorie. “Sul fronte internazionale infatti l’effetto combinato di una minore espansione degli scambi mondiali e di un cambio dell’euro più forte indebolisce le prospettive delle esportazioni italiane, fattore strategico per la ripresa”.

I tassi italiani hanno registrato un andamento che dall’inizio di settembre ad oggi si è tradotto in una riduzione di circa 50 punti base. Ciò nonostante il credito bancario continua a ristagnare e imbriglia la forza della ripresa che rimane assai più lenta che negli altri paesi europei, di per sè già molto in ritardo rispetto alle altre aree mondiali. Secondo il presidente della Corte dei Conti il recupero di una maggiore solidità finanziaria rispetto a un recente passato è un obiettivo raggiunto anche se “i cenni di allentamento delle tensioni finanziarie non escludono che molto resta da fare per il rilancio dell’economia”.

Nell’analisi della politica economica di questi anni, il presidente della Corte ha affermato che “proseguire nella direzione di soli tagli di spesa non selettivi, quali quelli lineari, si rivela non più sufficiente ed espone anche al rischio di risultati molto inferiori alle attese”. Riguardo alla spending review, Squitieri sottolinea come “sussistono ampi margini per una razionalizzazione della spesa pubblica e per il riassorbimento di inefficienze e di distorsioni gestionali. Tra le numerose anomalie mi sia consentito richiamare la ingiustificata sussistenza di trattamenti economici sperequati nell’ambito della pubblica amministrazione. E’ opportuno, in particolare, vigilare affinchè nell’istituire nuovi organismi e autorità indipendenti non si determinino assetti retributivi privilegiati”.

Per Squitieri “gli obiettivi di medio termine definiti a livello europeo costituiscono ancora un vincolo severo per la gestione del bilancio e del debito pubblico anche nella prospettiva di un ciclo economico che auspichiamo torni favorevole”. Nello scenario delle novità istituzionali, quali fiscal compact, six back e two back, “la rete delle sezioni regionali rappresenta un insostituibile strumento per rendere il rispetto degli equilibri non solo un mero adempimento contabile”.

Riguardo alle dinamiche del fenomeno della corruzione, il presidente Squitieri ha ricordato che “non sussistono criteri univoci sulla base dei quali elaborare credibili stime quantitative”. La Corte è particolarmente attiva nel contrasto alle irregolarità e alle frodi comunitarie, e va comunque sottolineata l’importanza di una strategia di prevenzione generale che renda “residuale anche se necessario il momento sanzionatorio dei comportamenti illeciti”. La prevenzione deve svilupparsi attraverso il monitoraggio costante dell’attività sia delle pubbliche gestioni che del mercato in generale, impiegando strumenti e procedure tali da garantire la massima trasparenza nell’attività della pubblica amministrazione”.

“Il 2014 sarà un anno in cui il Paese dovrà dimostrare capacità nuove, riformare le proprie istituzioni e le proprie regole, orientare il contributo di tutti al risanamento complessivo. Si tratta di sfide molto impegnative, che impongono radicali cambi di rotta nei comportamenti e negli strumenti finora impiegati”. E’ il messaggio con cui il presidente della Corte dei Conti, Raffaele Squitieri, ha concluso la sua relazione all’inaugurazione dell’anno giudiziario alla presenza del capo dello Stato, Giorgio Napolitano.

Intervenendo dopo il presidente, il procuratore generale della Corte dei Conti, Salvatore Nottola, ha affermato che “la Corte, se fornita delle necessarie risorse e di una normativa che permetta una maggiore efficacia e incisività delle sue pronunce, condizioni essenziali oggi scarse, può rivestire un ruolo fondamentale nel contrasto alla corruzione e alle altre fattispecie di illegalità. Le disposizioni normative che negli ultimi tempi hanno affidato alla Corte dei Conti nuovi compiti – ha proseguito Nottola – e l’impegno che essa ha posto in essere per attuarle, impiegando tutte le risorse disponibili, possono aver comportato perplessità e apprensione sotto il profilo degli equilibri fra i vari poteri dello Stato e per i riflessi sulle autonomie. Credo che questi timori non abbiano motivo di essere”.

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