In corso le consultazioni di Renzi

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Il sindaco di Firenze ha accettato l’incarico con riserva. ‘A marzo il lavoro, ad aprile la P.A., a maggio il fisco’. Questa mattina via alle consultazioni. Il premier cercherà di formare il nuovo governo

 

 

ROMA – Sono iniziate questa mattina alle 10.00, nella Sala del Cavaliere di Montecitorio, le consultazioni del presidente del Consiglio incaricato, Matteo Renzi, per la formazione del nuovo governo. Le dichiarazioni al termine degli incontri saranno trasmesse in diretta. A dare inizio alle consultazione sara’ il Centro democratico di Bruno Tabacci, alle 10.20 sara’ la volta dei gruppi Maie e Api e, a distanza di 20 minuti l’uno dall’altro, saranno a colloquio con Renzi gli esponenti dei gruppi Minoranza linguistica Val d’Aosta, Psi-Pli, FdI, Gal.

Conclude la mattinata alle 12.30 Per l’Italia (Popolari per l’Italia, Udc). Dopo una pausa di circa due ore, alle 15.00, Matteo Renzi ricevera’ la delegazione del gruppo SVP-Patt, alle 15.30 Lega Nord e autonomie, alle 16.15 – Scelta Civica. Sel entrera’ nella Sala del Cavaliere alle 18.00 per lasciare infine il posto, alle 19.00, a Ncd che chiudera’ la prima giornata di consultazioni. Il giorno dopo, mercoledi’ 19, il Presidente del consiglio incaricato incontrera’ alle 10.00 Forza Italia e alle ore 12.00 il Partito Democratico. Il M5S fara’ conoscere la sua disponibilita’ a partecipare alle consultazioni soltanto dopo una assemblea di gruppo.

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha convocato alle 10.30 di questa mattina Matteo Renzi per conferirgli l’incarico di formare il nuovo governo. Ma il tempo concesso dal Capo dello Stato al segretario del Pd – da sabato sera, termine delle consultazioni a stamattina appunto – per permettergli di salire al Colle se non con la lista dei ministri pronta almeno con una squadra gia’ tratteggiata a grandi linee non e’ stato sufficiente.

Il nuovo esecutivo sembra ancora essere in alto mare, sia dal punto di vista degli equilibri di maggioranza che da quello relativo alle persone a cui affidare i singoli dicasteri. E’ una delle fedelissime di Renzi, la responsabile riforme del partito, Maria Elena Boschi a far capire lo stato delle cose: ”Ci servira’ qualche giorno”.

Il sindaco comincera’ le sue consultazioni (si svolgeranno alla Camera) domani, dopo che avra’ riunito a Firenze per l’ultima volta il Consiglio comunale. I colloqui potrebbero andare avanti fino a giovedi’. Poi, dopo lo scioglimento della riserva e il giuramento, venerdi’ il nuovo presidente del Consiglio dovrebbe andare in Senato e chiedere la fiducia. Il passaggio alla Camera dovrebbe essere sabato.

Sul fronte delle alleanze continua il confronto con Angelino Alfano e il Nuovo Centrodestra. Un appoggio, quello del ministro dell’Interno uscente, ad oggi fondamentale (soprattutto al Senato) per la nascita dell’esecutivo renziano. Alfano, come gia’ fatto intendere dopo le consultazioni al Quirinale, non considera affatto scontato il sostegno al governo se non si realizzano alcune condizioni. Una e’ la conferma, oltre che di lui stesso, degli attuali ministri Lupi e Lorenzin. In secondo luogo un perimetro della maggioranza che da un lato non si sposti troppo a sinistra e dall’altro non preveda, al di la’ dell’accordo sulle riforme, una significativa apertura a Forza Italia.

Senza contare le conseguenze che potrebbe avere sulla definizione del programma e su tempi e modalita’ di realizzazione delle riforme lo scontro in atto tra FI e Ncd. Ieri sera doveva esserci un incontro Renzi-Alfano, poi saltato. Comunque, dicono dalle parti del segretario Pd, il premier incaricato non si fara’ imbrigliare ed un accordo con l’ex delfino di Silvio Berlusconi si trovera’.

E’ sulla composizione della squadra di governo che Renzi nutre piu’ preoccupazioni. I ‘no’ che arrivano – da Farinetti a Guerra a Baricco, dallo stesso Letta a, sembra, Prodi – ritardano quell’avvio lampo che il sindaco, sia per motivi di immagine che di sostanza, sperava di realizzare. Ma il segretario e i suoi collaboratori (Nardella e Delrio soprattutto) continuano a lavorare e queste sono ore frenetiche nel tentativo di mettere in piedi un esecutivo che sia lo specchio, fra l’altro, di quell’atteggiamento ”antipolitico’ che ha caratterizzato tutta la corsa di Renzi verso Palazzo Chigi. Un rallentamento che comunque lascia intendere come sia ancora la politica, con i suoi meccanismi, con gli accordi, le intese a dettare i tempi della nascita di un nuovo governo.

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