Polverini e Alemanno indagati per fondi illeciti

Polverini_trisSoldi destinati ad un falso sondaggio sulla qualità dei servizi scolastici, in prossimità delle elezioni regionali

 

ROMA – L’ex presidente della Regione Lazio Renata Polverini e l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno sono stati iscritti nel registro degli indagati dalla Procura di Roma. L’ipotesi di reato è finanziamento illecito ai partiti.

“Ancora non so nulla. Voglio capire meglio e poi replicherò”, dice all’Adnkronos Alemanno in merito all’inchiesta. L’ex governatrice afferma in una nota: ”Ho completa fiducia nella Magistratura e sono sicura che, se c’è una indagine, verrà provata la mia estraneità ai fatti”.

Al centro dell’indagine, che coinvolge altre 7 persone, la disponibilità di 30mila euro che, secondo l’accusa, sarebbero stati accumulati con fatture false emesse dalla società Accenture e destinati apparentemente a un sondaggio sulla qualità di servizi scolastici.

L’indagine, a quanto si apprende, sarebbe legata a una campagna di telemarketing a favore del listino Polverini commissionata a una società da Accenture dietro pagamento di 30mila euro circa, in occasione delle Regionali del 2010. Nello stesso anno, secondo quanto accertato dagli investigatori, Accenture aveva vinto una gara d’appalto al Comune di Roma da 10 milioni di euro.

Le indagini dei pm Paolo Ielo e Mario Palazzi si riferiscono dunque a quattro anni fa. È a quell’epoca che la Accenture vince un appalto del Campidoglio che prevede, in cambio di dieci milioni, un servizio di manutenzione, supporto e sviluppo applicativo dei sistemi informatici nel territorio del Comune di Roma. Poco dopo, in occasione della campagna elettorale per le Regionali, la Accenture viene indotta sborsare 30mila euro destinati alla Polverini. Come? Con un trucco organizzato, secondo l’accusa, da Ulissi: la High Value viene incaricata di occuparsi della propaganda elettorale della futura presidente della Regione Lazio e la multinazionale americana, che paga, per giustificare la spesa usa fatture fasulle riferite a un sondaggio, mai esistito, sulla qualità dei servizi scolastici.

Indagati anche quattro dirigenti – Luca Ceriani e Francesco Gadaleta della Accenture e Roberto Sciortino e Massimo Alfonsi della High Value – e tre società: Accenture, High Value e Roma Capitale Investment Foundation, il cui presidente onorario è Alemanno e che conta Ulissi tra i dipendenti. Sulla multinazionale Usa tuttavia, un colosso internazionale della consulenza aziendale e dei servizi in outsourcing, con sede a Dublino, la Procura precisa: «Ci ha dato una grossa mano». Perché è stata proprio la Accenture, con la sua denuncia, a dare il via all’inchiesta.

Sempre nell’ambito dell’indagine che coinvolge i due politici sono stati mandati agli arresti domiciliari per lo stesso reato Fabio Ulissi, già collaboratore di Alemanno, e Giuseppe Berardi, ex manager della società di consulenze Accenture.

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