Telecom, assemblea per nuovo cda

Telecom_Italia_sliderSi svolgerà il 16 aprile a Rozzano. Si suggerisce di ridurre “i componenti a 11 o 13 membri”

 


ROMA – Convocata dal consiglio d’amministrazione di Telecom l’assemblea per la nomina del nuovo Consiglio, “con riserva di completare l’agenda nella riunione del 6 marzo prossimo”. L’assemblea, annuncia la società in una nota, si svolgerà il 16 aprile 2014 nella sede di Rozzano (Milano).

Nelle raccomandazioni, contenute nella relazione all’assemblea degli azionisti, si suggerisce di fare “un consiglio d’amministrazione a maggioranza di indipendenti” e di ridurre “i componenti del prossimo cda a undici o tredici membri”.

Per quanto riguarda il board, tra le raccomandazioni ai soci, in vista delle candidature per il prossimo rinnovo dei vertici, il cda di Telecom raccomanda anche una durata del mandato “pari a tre esercizi, sino all’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2016, e un compenso proporzionato alla nuova composizione dell’organo”. In aggiunta, nella relazione, si suggerisce “un Comitato controllo e rischi di cinque membri (attualmente quattro) e un Comitato nomine e remunerazione composto da tre membri, con presidenze diverse da attribuire a Consiglieri indipendenti, preferibilmente tratti dalle liste di minoranza”. Il cda suggerisce anche di non costituire il Comitato esecutivo.

In più, sempre per quanto riguarda i vertici, il cda di Telecom auspica un “assetto di deleghe basato su un presidente non esecutivo e una separata figura di amministratore delegato (Chief executive officer), con una forte impronta di lavoro collegiale basata sulle attività istruttorie dei comitati”. Centrale anche il tema della “indipendenza sostanziale del nuovo cda rispetto sia al management sia all’azionista di riferimento”. Il cda raccomanda quindi “di assicurare la presenza di una chiara maggioranza all’interno di ciascuna lista di candidati che si qualifichino come indipendenti in base ai criteri del Codice di Autodisciplina di Borsa Italiana”.

La valutazione d’indipendenza “va effettuata – prosegue la relazione – più guardando alla sostanza che alla forma; si suggerisce la massima trasparenza nella descrizione dei rapporti di colleganza, in senso lato, dei singoli candidati nei confronti degli azionisti di maggioranza relativa, dei presentatori della lista, del relativo management esecutivo, oltre che del Gruppo Telecom Italia, estendendo per almeno tre anni l’arco temporale considerato”.

Si suggerisce, inoltre, che la “scelta del presidente avvenga fra i consiglieri in possesso dei requisiti di indipendenza, affinché rappresenti una figura di garanzia per tutti gli azionisti”.

Il cda di Telecom ha indicato “lo 0,5% del capitale con diritto di voto quale quota minima per la presentazione delle candidature”. E questo adottando “un’interpretazione del testo statutario – spiega la società in una nota – più favorevole alle minoranze e, a opinione della Consob, maggiormente conforme alla ratio della normativa sul voto di lista”. La soglia, prima della scorsa assemblea del 20 dicembre, era fissata all’1%.

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