Contestate le notizie sulla spending review

Cottarelli_sliderNell’audizione al Senato, il commissario Cottarelli promette risparmi fino a 5 miliardi in otto mesi

 

 

ROMA – Il demiurgo della spending review, Carlo Cottarelli, si presenta alla V Commissione bilancio del Senato e alza per la prima volta il velo sul suo rapporto. Per la verità, più che alzarlo lo ha fatto intravedere dal momento che “il documento consegnato al Comitato interministeriale per i risparmi di spesa non è quello finale. Riceverò osservazioni e il governo ha indicato che la relazione finale sarà pubblicata con il Def. C’è quindi ancora tempo per fare delle revisioni”.

Le anticipazioni sono comunque significative. Per gli ultimi otto mesi dell’anno si può arrivare a risparmiare più o meno 5 miliardi. Questo se si cominciasse da maggio. Prudenzialmente si può contare su 3 miliardi. “Tutto dipende – afferma il commissario (e non potrebbe essere altrimenti, ndr) -dalle decisioni politiche che si prendono. I miei numeri sono comunque aggiuntivi rispetto alla legge di stabilità con i famosi 500 milioni trovati con tagli lineari a gennaio, che potrebbero essere evitati se si ricorresse a tagli di spesa”.

Sullo spinoso capitolo delle pensioni Cottarelli ha precisato che quello del dossier era solo “uno scenario illustrativo per il quale era stato preso a riferimento il reddito procapite italiano calcolato dall’Istat, pari a 26.000 euro. Il contributo previsto dal dossier messo a punto finora sarebbe quindi partito da pochi euro al mese andando poi a crescere in base al reddito. Dipende dal tipo di scenario che si vuole avere, sono scelte politiche – ha evidenziato – si può anche decidere che non si devono toccare”. In ogni caso, ha puntualizzato il commissario, “per gli scaglioni più bassi il contributo era molto basso”, quindi anche “se si partisse da più in alto i risparmi non sarebbero compromessi”.

Altro capitolo chiave dell’intero piano è quello del sistema sanitario nazionale. “Mi è stato chiesto – ha rivelato il responsabile della spending review – se così com’è il sistema è ancora sostenibile. Credo di sì (bontà sua! ndr), non è necessario un cambiamento radicale, non c’è da rivedere interamente il sistema. E’ sufficiente una decisa azione di risparmio e di efficientamento dei servizi”. Le differenze a livello regionale spingono “verso la piena attuazione dei costi standard”.

“Per alcune riforme – ha aggiunto Cotteralli nel corso dell’audizione al Senato – come per le forze di polizia o per le centrali di acquisto, occorre partire subito in termini di definizione dei piani specifici anche se gli effetti si vedranno solo nel 2015. Nella mia agenda c’è la scadenza di metà settembre per la definizione dei piani strutturali. Sulle forze di polizia che esistano problemi di sovrapposizione e di coordinamento è abbastanza noto, che esistano margini di risparmio anche. Si sta parlando di piani di miglior coordinamento, compreso l’acquisto di beni e servizi. E’ un tema molto delicato: non si vuole ridurre il livello di sicurezza, è un’area in cui si parla di sinergie, spendendo di meno”.

Ma gli eufemismi di Cottarelli non hanno convinto i senatori di Forza Italia Anna Cinzia Bonfrisco, Maurizio Gasparri e Lucio Malan che, con riferimento all’ordine pubblico, si dichiarano molto preoccupati per “l’ipotizzata chiusura di uffici, commissariati, stazioni e caserme delle forze di polizia, nonchè la soppressione di interi reparti della Guardia di Finanza. Urge una sconfessione da parte del governo e diventa urgentissima la convocazione del ministro dell’Interno nella commissione Affari costituzionali del Senato. Il responsabile della riduzione di spesa dovrebbe concentrare la sua attenzione sugli sprechi. Invece apre la strada allo smantellamento delle strutture indispensabili per la sicurezza, già indebolite da tagli di risorse e di organici. E’ un percorso inaccettabile che contrasteremo in Parlamento e sul territorio”.

Il coinvolgimento di 85.000 statali nei piani di spending review “è una prima stima di massima che va affinata in base alle effettive riforme che dovranno essere chiarite nel corso del 2014” ha spiegato Cottarelli, al termine dell’audizione in Senato”. Ma anche su questo punto sono piovute critiche da parte dei commissari dell’opposizione. In particolare il senatore Luciano Uras, capogruppo di Sel in commissione Bilancio, ha rilevato che “per quanto riguarda la riduzione del peso della pubblica amministrazione nel suo complesso ravvisiamo un comportamento alquanto contraddittorio: continuiamo a mantenere i dipendenti pubblici in attività in età molto avanzata, a causa dell’ultima riforma delle pensioni, e al contempo abbiamo l’esigenza di ridurre il numero dei dipendenti pubblici e di favorire un turnover che qualifichi, anche sul piano professionale, le competenze del personale. Occorre pertanto favorire il superamento delle aree di spreco nella pubblica amministrazione, anche attraverso la razionalizzazione degli organici dei pubblici uffici che non può non passare dall’eliminazione della devastante riforma Fornero sulle pensioni”.

Anche dal sindacato arrivano a stretto giro pesanti critiche alle anticipazioni fornite dal commissario alla spending review. Il Segretario confederale della Cisl, Fulvio Giacomassi, ha fatto sapere che “dalle notizie di stampa di queste ore ci sembra che il piano di revisione della spesa presentato dal Commissario Cottarelli sia una riedizione dei passati tagli lineari per comparti, al fine di definire una spalmatura dei risparmi tra gli stessi, anzichè, come da anni chiesto dalla Cisl, affrontare una seria ed organica analisi dei fabbisogni ed abbattimento dei costi, ottenendo un risultato di revisione strutturale della spesa. Ci aspettiamo invece- continua Giacomassi- che organicamente, settore per settore, si definiscano i meccanismi per intervenire sulla spesa improduttiva, avendo come unici riferimenti l’efficienza e l’efficacia nella fornitura dei servizi ai cittadini ed alle imprese, il potenziamento della conoscenza e della ricerca, il consolidamento della sicurezza, unendola ad un ridisegno istituzionale delle articolazioni e funzioni di Stato, regioni ed enti locali, incluse le società partecipate e controllate ed ad un nuovo piano organico globale delle amministrazioni”.

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