Appuntamento oggi per il Cda Acea

Cremonesi_sliderLa Consob richiama tutte le parti in causa alla più assoluta trasparenza nell’informazione ai mercati. Il braccio di ferro tra Marino e il board aziendale non conosce tregua. Il ruolo dei soci privati. Intanto il titolo continua a calare in Borsa

 

 

ROMA – La crociata di Marino contro il consiglio di amministrazione dell’Acea (o parte di esso) sta per affrontare lo scontro finale. Il cda è convocato infatti per lunedì prossimo 24 marzo per decidere sulle richieste del sindaco. Nel comunicato aziendale di oggi la cronologia dello conflitto è ricostruita puntualmente ed è utile ripercorrerla per tentare di capire le reali intenzioni dell’azionista di maggioranza, che fino a questo momento neppure la Consob ha del tutto ben chiare.

Tralasciando il precedente dell’assemblea dell’anno scorso, quando il chirurgo Marino, non ancora sindaco, già si scagliava contro la governance della multiutility romana, lo scontro odierno comincia il 3 marzo scorso quando il Sindaco di Roma Capitale chiede di inserire all’ordine del giorno della convocanda assemblea di Acea la riduzione dei componenti del Consiglio di amministrazione, la nomina di un nuovo cda e del presidente, nonché in ogni caso la determinazione del compenso dei consiglieri. A stretto giro la società diffonde un comunicato “price sensitive” con il quale fa presente di aver avviato gli approfondimenti del caso in merito alla citata richiesta del Sindaco.

Nella sua prima riunione (10 marzo) il Consiglio di amministrazione di Acea riscontra la nota del Sindaco, chiedendo, tra l’altro, un’integrazione della relazione pervenuta, in particolare, sui seguenti punti: “Se la revoca riguardi tutti o solo taluni degli amministratori, sull’eventuale sussistenza di elementi tali da integrare la giusta causa di revoca, nonché sull’eventuale costo a carico della società a seguito della revoca in questione”.

Tre giorni dopo il Sindaco elude le precisazioni richieste dal Cda e si limita a ribadire che le informazioni fornite con la sua prima comunicazione devono ritenersi idonee ai sensi di quanto previsto dal Testo unico della finanza. L’affermazione appare dubbia anche alla luce della prescrizione dell’art. 126bis del Testo unico che obbliga i soci che richiedono l’integrazione dell’ordine del giorno a predisporre una relazione dettagliata sulle materie proposte da consegnare al Cda, che a sua volta la mette a disposizione del pubblico, accompagnata dalle proprie eventuali valutazioni.

Tant’è che il 18 marzo interviene la Consob che vuol vederci chiaro nel braccio di ferro che oppone l’organo di governo dell’impresa al socio di riferimento e di conseguenza chiede alla società di “rendere note le determinazioni che ha assunto o intende assumere in ordine alle richieste del socio Roma Capitale, indicando le relative motivazioni, nonché al Collegio Sindacale di rendere note le proprie considerazioni in merito alle determinazioni assunte o da assumere da parte dell’organo”.

Per sgombrare il terreno da qualsiasi dubbio interpretativo, la Società ha dato incarico ai propri legali, sostenuti dai pareri pro veritate di noti studi legali (tra cui lo Studio Visentini Marchetti), di “svolgere ulteriori approfondimenti al fine di valutare la coerenza delle richieste ivi contenute con la legislazione vigente, tenuto conto anche della complessiva corrispondenza intercorsa tra Acea ed il socio Roma Capitale”.

La data del prossimo round è stata fissata dal presidente Cremonesi per il 24 marzo, chiamando il Consiglio di amministrazione “ad assumere, anche sulla scorta degli approfondimenti richiesti, le determinazioni del caso e a convocare l’Assemblea dei soci secondo modalità e termini di legge”.

Ma è molto probabile che il match sia destinato a durare ancora a lungo, dato che dal Campidoglio fanno sapere a mezza bocca che qualora Giancarlo Cremonesi ed Enrico Laghi (presidente del collegio sindacale di Acea) non dovessero dar seguito alla richiesta del sindaco, Roma Capitale si rivolgerebbe al tribunale per chiedere la sostituzione dei due presidenti.

Intorno al ring intanto si intrecciano incontri riservati, promesse, impegni non confessabili pubblicamente, messaggi criptati. L’intento chiaro del sindaco, afflitto ormai da una nevrosi ossessiva/compulsiva nei confronti dell’Acea, è quello di rompere il fronte del board per “imperare” liberamente. Gli altri soci per il momento fanno muro (fino a quando?) e i dati contenuti nel nuovo piano industriale appena reso noto sembra dare loro ragione.

Nel frattempo l’incertezza della governance dell’azienda qualche danno ha già cominciato a procurarlo: nel giro di due giorni, nonostante le ottime performance industriali, il titolo Acea ha perso l’1,31% del suo valore e di questo passo c’è già chi suggerisce un outlook negativo.

Potrebbero interessarti anche