Il Governatore attacca sindacati e imprese

Visco_slider_bisNessuna responsabilità nella crisi da parte delle speculazioni finanziarie e nei default degli istituti di credito

 

 

ROMA – Il Governatore della Banca d’Italia addossa la responsabilità della crisi a sindacati e imprese. ”Rigidità legislative, imprenditoriali e sindacali sono sempre la remora principale allo sviluppo del nostro Paese”, sostiene Visco, ma mentre negli anni settanta le conseguenze dell’immobilismo della politica e della società italiana si manifestavano in forti spinte inflazionistiche, oggi invece si traducono nel ristagno dell’economia reale.

In questa semplicistica e parziale interpretazione della crisi, nella lectio del Governatore alla Luiss in occasione della celebrazione del centenario della nascita di Guido Carli non compare il minimo accenno autocritico sul ruolo devastante del credit crunch, unanimemente considerato il più potente moltiplicatore dei fattori recessivi.

Da un banchiere come Visco ci si sarebbe aspettato qualche giustificazione alle più clamorose defaillance degli organi di controllo bancario, come quella del Monte dei Paschi di Siena, o all’utilizzo dissennato (e spesso doloso) dei titoli tossici, o ancora ad politica di finanziarizzazione estrema dell’attività creditizia sulla pelle delle imprese e delle famiglie.

E invece non abbiamo ascoltato niente di tutto questo, ma solo la ripetizione querula di un sofisma, che cioè le imprese e i lavoratori sarebbero le principale cause della deflazione che soffoca lo sviluppo. “Siamo scivolati indietro – sostiene Visco – abbiamo accumulato ritardi nel cogliere le opportunità offerte dai grandi cambiamenti: la globalizzazione degli scambi e la rivoluzione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione”, “la nostra economia ha subito un ferita: né l’impulso della spesa pubblica, pur se orientata nelle direzioni più congrue, né l’espansione creditizia (!), pur se attuata con coraggio, varranno, da soli, a restituirle vigore”.

Nella posizione del Governatore, che fornirebbe un assist a Renzi che nei giorni scorsi aveva criticato la “strana coppia” Camusso – Squinzi, si potrebbe intravedere il postulato fondamentale di Jacques Lacan sul postulato di innocenza. Il soggetto paranoico cioè si presenta in effetti come il soggetto innocente, essendo l’esperienza della colpa sempre e comunque dell’Altro. Anzi, nell’analisi del famoso psichiatra e filosofo francese, più il soggetto si sente innocente più l’Altro è colpevole.

E più innocenti degli istituti di credito, da cui in fondo tutto è cominciato, a partire dai subprime e dalla Lehman Brothers in poi, nell’analisi di Ignazio Visco non c’è assolutamente nessuno.

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