Entro stasera le nomine negli enti pubblici

mef-SLIDERPochi nomi certi, tra cui quello di De Scalzi al posto di Scaroni alla guida dell’Eni. Lotta aperta fino all’ultimo invece per la successione di Conti all’Enel

 

 

ROMA – E’ scattato il “D-Day” delle nomine negli enti a partecipazione statale. Si conosceranno in serata, dopo la chiusura dei mercati finanzari, i nomi dei nuovi presidenti e amministratori delegati di Enel, Eni e Finmeccanica, a cui potrebbe aggiungersi il “ribaltone” alle Poste.

Al di là delle indiscrezioni che si sono inseguite freneticamente nelle ultime ore, sembra che il governo Renzi voglia fare veramente piazza pulita del vecchio establishment manageriale che ha governato le più importanti imprese del Paese. Mandare a casa “boiardi” del calibro di Scaroni o Conti (sia pure con sontuose liquidazioni) richiede obiettivamente una certa dose di coraggio e di avventatezza, ancorchè legittimato nella “rottamazione” dalle nuove regole di onorabilità, durata e parità di genere fissate in epoca non sospetta dal ministero dell’Economia.

Mentre scriviamo, il premier Renzi, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e i sottosegretari Del Rio e Lotti stanno mettendo a punto gli ultimi dettagli dell’organigramma. Comunque i giochi principali dovrebbero essere già fatti. All’Eni la successione di Claudio Descalzi, attuale direttore del settore esplorazione, al suo ex capo Scaroni è data per fatta. All’Enel invece pare che la corsa a due tra l’amministratore delegato della controllata Enel Green Power, Francesco Starace, e il numero uno di Sorgenia (gruppo Cir), Andrea Mangoni, non sia ancora terminata (sarebbe fuori gioco l’altra concorrente targata Cir, Monica Mondardini).

In Terna, conclusa l’era Cattaneo, è dato in pole position l’amministratore delegato di GdF-Suez Italia, Aldo Chiarini. Il nome più gettonato per prendere il posto di Massimo Sarmi alla guida di Poste è quello di Francesco Caio, ex Mister Agenda Digitale, già amministratore delegato di Cable & Wireless e di Avio, ma non è detto che sia fuori gioco Matteo Del Fante, direttore generale della Cassa depositi e prestiti

Si risolverà invece al foto finish la corsa per Finmeccanica, che vede in pista l’attuale amministratore delegato di Ferrovie, Mauro Moretti, che nonostante l’infelice uscita sugli stipendi dei manager, resta molto stimato da Renzi e ha fatto sapere, con una precipitosa marcia indietro, che si accontenterebbe anche di metà compenso. A contendergli il traguardo potrebbe essere l’attuale amministratore delegato di Invitalia, Domenico Arcuri, protegè dalla vecchia guardia Pd, sempre che non sia dirottato proprio a prendere il suo posto alle Ferrovie dello Stato.

La rimonta delle donne per il riequilibrio di genere si sposterebbe al livello di presidenza dei maggiori enti. Al vertice dell’Eni potrebbe andare Elisabetta Belloni, già apprezzata capo dell’unità di crisi della Farnesina, mentre si fa il nome di Patrizia Grieco per Terna.

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