Lazio Sanità, ospedali sotto osservazione

San-Filippo-neri-sliderNessuna chiusura per il Cto. Una nuova missione per il San Filippo Neri

 


ROMA – In riferimento alle notizie diffuse dalla stampa sui programmi operativi per gli ospedali Eastman, Cto e San Filippo Neri, la Regione Lazio fa sapere che non è prevista alcuna chiusura del Cto, piuttosto un suo rilancio per la parte relativa alla riabilitazione, alla protesica e alla traumatologia, in sinergia con l’Inail. Una scelta che consentirebbe di superare la contraddizione che vede la Asl RmC pagare un canone di leasing per l’immobile nei confronti della società Sanim, mentre l’Inail ha tra le proprie finalità istituzionali anche quelle di fare investimenti in strutture immobiliari garantendo una sinergia con le pubbliche amministrazioni. E’ necessario quindi verificare la disponibilità da parte dell’Inail ad investire risorse in questa struttura senza pregiudizio per il servizio al cittadino.

Per quanto riguarda il San Filippo Neri l’obiettivo è quello di superare le proposte di chiusura previste nel passato e individuare una nuova missione per l’ospedale in collegamento più stretto con il territorio, anche in considerazione del fatto che il 17% del disavanzo generato dalle aziende ospedaliere è imputabile al San Filippo Neri.

Per quanto riguarda l’Eastman si tratta di superare strutture doppione poiché nella stessa zona, a poche centinaia di metri  dalla struttura ospedaliera, si trova anche la clinica odontoiatrica dell’Umberto I. D’altronde la Regione ha precisato che l’atto inviato ai Ministeri competenti non è un decreto ma un documento in preventiva lettura che permetterà agli uffici competenti di fare le opportune verifiche.

In merito infine al nuovo assetto previsto per le strutture ospedaliere di Monterotondo, Subiaco e Bracciano nulla è stato deciso, ma è certo che non si tornerà al decreto 80. Anzi nell’ipotesi dei piani operativi in discussione si superano i contenuti di quel decreto con l’obiettivo di dare ai tre ospedali una nuova missione all’interno del servizio sanitario regionale, innovando il modello, rendendolo più funzionale alle esigenze del territorio e comunque garantendo i servizi di emergenza. In questo quadro sarà importante procedere assicurando il massimo ascolto al territorio e il coinvolgimento di tutte le istituzioni.

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