La roadmap digitale italiana a Bruxelles

Agenzia_digitale_sliderLa strategia digitale di Renzi per il semestre di presidenza Ue dell’Italia. Non ancora nominato il successore di Caio

 


ROMA – La roadmap del Governo italiano in materia digitale, in vista dell’imminente semestre di presidenza Ue del nostro Paese, sarà l’argomento sul tavolo dell’incontro, fissato oggi a Bruxelles, fra il sottosegretario allo Sviluppo economico con delega alle Comunicazioni Antonello Giacomelli e il commissario europeo per l’Agenda Digitale Neelie Kroes.

Il programma italiano che Giacomelli trasmetterà, su delega di Matteo Renzi, alla Kroes è ricostruito puntualmente dal sito Key4biz. In primo luogo, l’Italia si impegna a investire sulla banda larga e ultra larga non meno di 7 miliardi di euro nel prossimo quinquennio, di cui 5-6 miliardi derivanti da fondi pubblici. Entro il 2020 l’obiettivo del nostro Paese è di arrivare alla copertura di tutte le scuole in fibra ottica e Wi-Fi, e a quella di tutti gli uffici pubblici con connessioni a 100 Mbps.

In secondo luogo, nell’incontro di oggi il sottosegretario Giacomelli esporrà a Neelie Kroes l’intenzione di Matteo Renzi, durante il semestre di presidenza, di promuovere a livello europeo il progetto di identità digitale dei cittadini. Il Pin unico per accedere a tutti i servizi della PA è stato recentemente proposto dal Governo nell’ambito della riforma della PA. L’obiettivo di Renzi è la creazione di un Pin unico dei cittadini europei, che consenta il loro riconoscimento digitale da parte di tutti gli enti della PA a livello continentale.

Sul fronte degli investimenti internazionali, l’Italia sembra sempre più appetibile all’estero e su questo punta Renzi anche per quanto riguarda il digitale, alla luce del recente attivismo dei fondi esteri in casa nostra.  Il semestre di presidenza, nell’ottica del Governo, dovrà quindi essere un’occasione per promuovere il made in Italy e migliorare l’immagine del nostro paese all’estero.

In terzo luogo, una delle priorità del semestre di presidenza italiano riguarda la volontà di arrivare all’approvazione della direttiva sul mercato unico delle Tlc. Altri temi sul tavolo sono la promozione del Cloud, dei Big Data e degli Open Data nella PA.  C’è poi il tema della Web Accessibility, un mercato che in Europa vale 2 miliardi di euro ma che ha ampi margini di crescita e su cui la presidenza italiana porrà molta attenzione, visto che soltanto il 10% dei siti è a norma con le regole dell’accessibilità.

Infine, sul tema delicato della net neutrality, il compito della presidenza italiana in sede Ue sarà quello di mediatore. Il pacchetto recentemente approvato dal Parlamento uscente dovrà essere votato dal Consiglio degli Stati membri, non tutti allineati, come Regno Unito e Germania in primis. La posizione dell’Italia è, ad ogni modo, attenta al principio della net neutrality, tenendo però presente la necessità di prevedere regole ben definite per gli Over the Top.

Lo stesso vale per la Web Tax, un tema che, secondo Renzi, va affrontato in una dimensione europea e non a livello di singoli stati membri. In particolare, gli Ott per l’Europa rappresentano prima di tutto una sfida culturale, anche se nell’ottica del Governo italiano non c’è un rischio “colonizzazione”  da parte delle web company Usa. 
Sul fronte della Internet governance, dopo il summit NetMundial 2014 di San Paolo, l’Italia è favorevole alla visione che propugna il superamento della gestione Usa-centrica del web gestita dall’Icann. Bene quindi una governance multi-stakeholder della Rete, anche se il dibattito è complesso e va promosso e affrontato quanto meno in sede Ue.

Per quanto riguarda infine la figura del Digital Champion, attualmente vacante nel nostro Paese dopo l’uscita di scena di Francesco Caio, Palazzo Chigi non ha ancora deciso su chi cadrà la nomina. A quanto si apprende, l’intenzione è quella di affidare il ruolo di Digital Champion ad un profilo politico. Di certo i temi della banda larga e della Internet governance rientreranno nel perimetro di azione del sottosegretario Giacomelli.  L’identità digitale sarà invece gestita direttamente da Palazzo Chigi.

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