Bce taglia i tassi al minimo storico 0,15%

draghi-mario-SLIDERLa Banca ha deciso una serie di misure per stimolare l’economia e abbassare la quotazione dell’euro

 

 

ROMA – Il Consiglio direttivo della Bce che si è svolto stamattina a Francoforte ha deciso di tagliare il tasso di riferimento dell’area Euro a 0,15% dal precedente 0,25 per cento. Il tasso sui prestiti marginali viene portato allo 0,4% dallo 0,75 per cento e, cosa ancor più importante, Il tasso sui depositi overnight (quelli che devono essere estinti il primo giorno lavorativo successivo a quello in cui sono stati costituiti, che hanno cioè la durata di una sola notte) delle banche presso la Bce scende per la prima volta sotto lo zero (-0,1%). Nel corso della conferenza stampa seguita alla riunione del direttiva, Draghi ha detto che gli attuali tassi resteranno bassi a lungo.

Il presidente della Bce ha anche annunciato lo stop alle operazioni di sterilizzazione dei titoli di Stato acquistati durante il piano Smp varato nel 2010 (il che equivale a immettere nuova liquidità nel sistema per circa 170 miliardi di euro). Lo stesso presidente ha detto che la Bce ha varato un pacchetto di misure per risollevare il credito ed è pronta ad acquistare titoli Abs (Asset backed securities), cioè strumenti finanziari, emessi a fronte di operazioni di cartolarizzazione, con cui una banca scorpora dal suo bilancio una serie di crediti, li “impacchetta” adeguatamente e li cede sul mercato, per il tramite di un’altra società “veicolo”.

Draghi spiega che la Bce intende intensificare la preparazione per l’acquisto degli Abs per finanziare le piccole e medie imprese. Ma in realtà il primo beneficiario dell’eventuale intervento della Bce sarebbe il sistema creditizio che si alleggerirebbe della “zavorra” dei prestiti in sofferenza, potendo così, teoricamente, accrescere le proprie risorse per sostenere l’economia reale. Secondo Draghi però la mossa necessiterebbe comunque di “desiderabili cambiamenti a livello di regolamentazione”, ai quali la Bce “lavorerà insieme ad altri istituti internazionali”. Ben che vada, se ne potrà riparlare tra un anno.

La Banca centrale europea ha anche annunciato due nuove e inedite maxi operazioni di rifinanziamento alle banche, ma “mirate” (non è detto come, ndr) al riutilizzo di questi fondi a favore di famiglie e imprese (con l’esclusione dei mutui per l’acquisto di casa). Due “Ltro” (Long term refinancing operations), ha riferito Draghi, con scadenza protratta fino al 2018. L’ammontare iniziale che verrà mobilitato su questi interventi è di 400 miliardi di euro.

In una fase iniziale, le banche potranno prendere in prestito una somma fino al 7% del totale dei prestiti al settore privato (sempre esclusi i mutui) in essere allo scorso 30 aprile. Se la richiesta iniziale dovesse essere più bassa, gli istituti potranno approvvigionarsi presso la Bce in due tranche (settembre e dicembre 2014) fino a un prestito totale del 7%.

A questa prima fase seguiranno altre iniezioni di liquidità condotte a cadenza trimestrale fra marzo 2015 e giugno 2016. Grazie a queste operazioni, il totale che ogni banca potrà prendere in prestito dalla Bce potrà essere fino a tre volte i prestiti al settore privato che quell’istituto aveva in essere allo scorso 30 aprile. Tutta questa liquidità potrà essere restituita fino al settembre 2018.

Il pacchetto di queste nuove misure servirà a riportare l’inflazione vicina al 2%. “Inoltre – aggiunge Draghi – da marzo 2015 a marzo 2016 a tutte le banche sarà consentito di prestare trimestralmente fino a tre volte l’ammontare dei loro prestiti netti al settore privato non finanziario dell’euro esclusi i mutui”.

Appena conosciute le nuove misure della Bce i mercati europei hanno preso a volare, anche a seguito della dichiarazione che l’istituto centrale è pronto a decidere “velocemente” un ulteriore allentamento monetario. Milano guadagna il 2,12%, Parigi l’1,51%, Madrid l’1,74%. Corrono ovviamente le banche, le prime beneficiarie dei provvedimenti: il Banco Popolare sale del 4,51%, Unicredit del 4,02%, Mediobanca del 4,35%. In testa al listino accelera Mediaset (+6,25%).

Benefici effetti delle misure Bce si sono avuti immediatamente anche sullo spread fra Btp e Bund, calato di tre punti da 158 a 155 e sull’euro che scende rispetto al dollaro a 1,3575 ai minimi degli ultimi quattro mesi.

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