Marino torna vincitore dalla crociata Acea

Acea_sliderNel nuovo Cda quattro rappresentanti di Roma Capitale, due ai francesi di Suez e uno a Caltagirone

 

 

ROMA – Dopo mesi di polemiche, di ricorsi, di controricorsi, di contumelie, alla fine il sindaco Marino l’ha avuta vinta: l’assemblea dei soci dell’Acea ha approvato la riduzione del Cda. I nuovi componenti, in rappresentanza del socio di maggioranza, sono: Alberto Irace, Catia Tomasetti (Presidente), Elisabetta Maggini e Paola Profeta per Roma Capitale. Gli altri tre invece sono rappresentativi dei soci privati in base alle quote possedute: uno espressione del gruppo Caltagirone (Francesco Caltagirone) e due di Suez Environement (Giovanni Giani e Deane D’Arras).
Il cda è, quindi, composto da quattro donne e tre uomini. Con il 71,32% di voti favorevoli, il 17,07% contrari e l’11,60% di astenuti, l’assemblea degli azionisti Acea ha approvato anche la proposta di Roma Capitale sulla riduzione dei compensi.

Ad aprire i lavori dell’assemblea è stato il presidente Giancarlo Cremonesi: “Vorrei prendere la parola ancora da presidente perchè fra pochi minuti non lo sarò più. Saluto e ringrazio tutti gli azionisti che in questi anni ci sono stati vicini anche con critiche che ci hanno stimolato. Sono stati sempre molto attenti all’attività della società’ e a cercare di aiutarci per far meglio di quello che potevamo fare. Ringrazio anche i collaboratori di Acea che sono la vera risorsa della società di cui in questi anni ho apprezzato la professionalità. Acea è una grande società, ha un grande avvenire. Si è cercato di trasformare la società in modo da dare risposte attente. C’è ancora da fare molto lavoro. Resti una società rivolta agli azionisti mantenendo il clima di collaborazione e non di scontro che invece potrebbe creare problemi di comprensione all’esterno su quello che facciamo”.

Intervenendo in assemblea, il sindaco Marino ha detto che “la funzione del cda di una società quotata in borsa è garantire una positiva e trasparente gestione, capace di corrispondere agli obiettivi degli azionisti. Come per ogni società quotata il primo obiettivo deve essere garantire il massimo profitto per i soci. Come azionista di maggioranza ne sono pienamente convinto e mi auguro che i profitti possano sempre più crescere. Essendo Acea una società a partecipazione pubblica ed essendo l’azionista di maggioranza Roma Capitale, sono convinto ci sia un secondo obiettivo da raggiungere, coerente e complementare al primo: garantire a noi romani, e a tutti gli utenti, un’eccellente qualità del servizio e un contributo al miglioramento della nostra comunità. Tutte le scelte che si propongono, dunque, in tema di riduzione dei componenti, di criteri di scelta e di compenso del Cda vanno proprio nella direzione di contemplare entrambi gli obiettivi”, ha concluso Marino.

Prima del voto, contro la riduzione del Cda si erano espressi sia Suez sia il rappresentante Fincal (gruppo Caltagirone), soci di minoranza. “Un consiglio di amministrazione composto da meno di 9 membri non è in condizione di assicurare la corretta gestione della società nel pieno rispetto del codice di autodisciplina. Quindi è contraria agli interessi della società. La riduzione non è affatto essenziale per il conseguimento dell’obiettivo di riduzione dei costi. L’organo amministrativo in carica ha dato dimostrazione di avere correttamente gestito la società e dunque ogni modifica in questo momento sarebbe contraria agli interessi della società stessa”, aveva detto il legale rappresentante di Suez-Environement, intervenendo all’Assemblea.

Gli aveva fatto eco il rappresentante Fincal (gruppo Caltagirone): “La riduzione dei membri del Cda non consente una equilibrata rappresentanza nella gestione del Cda. Se lo scopo di questa operazione è quella di ottenere dei risparmi più che intervenire sul numero dei componenti dei Cda si poteva intervenire sui corrispettivi”.

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