Sindacati in attesa per la riforma della Pa

Marianna-Madia-sliderNessun accordo nell’incontro preliminare con il ministro Madia. Attesa per le decisioni del Cdm

 

ROMA – In apertura dell’atteso incontro tra il ministro della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, con i sindacati, con un tocco di autoreferenzialità, la ministra ha definito il progetto di riforma “organico e chiaro. Mi aspetto un impegno attivo del sindacato, contro le resistenze di cambiamento”.

Arriva la “riduzione delle spese complessive di ciascuna amministrazione, per i primi cinque anni” per un importo “non inferiore all’un per cento della spesa sostenuta nell’anno 2013”. Telelavoro e sperimentazione di forme di co-working (condivisione uffici) e smart-working (orari elastici e tecnologie digitali) (dette in italiano non suonerebbero altrettanto attraenti! ndr). Ma anche voucher per baby-sitter, puericultrici, badanti specializzate e convenzioni con asili nido. Sono le linee guida contenute nella bozza del ddl di riforma Pa per maggiore conciliazione di vita e lavoro.

Arriva il tetto massimo per i bonus dei dirigenti pubblici, fissato al 15% dello stipendio. E’ quanto prevede la bozza del ddl di riforma della P.a, nella quale si prevede che “la retribuzione di risultato” sia collegata a obiettivi fissati per l’intera amministrazione sia al singolo dirigente, oltre che all’andamento del Pil.

I giudizi delle controparti sindacali non si sono fatti attendere. Secondo la Cgil “la riunione di questa mattina, durata oltre tre ore, è stata una riunione vuota poiché – come spiegato dal responsabile dei settori pubblici della Confederazione, Michele Gentile – ci aspettavamo di sapere qualcosa di più. Non abbiamo avuto risposte di merito e scopriremo tutto domani”. Per questo, i sindacati del pubblico impiego di Cgil, Cisl e Uil hanno avvertito di essere pronti allo sciopero e alla mobilitazione, ma aspettano di poter “leggere i testi” della riforma.

Come riferito da Gentile nell’incontro non si è parlato del rinnovo contrattuale, tema che sarà preso in considerazione dal 2015: “aspettiamo la legge di stabilità a settembre e vedremo se ci saranno le risorse per il rinnovo contrattuale. L’unica cosa certa – ha precisato il sindacalista – è la conferma della riduzione del 50% dei distacchi sindacali. La riforma, inoltre non prevede prepensionamenti ed esoneri, ma contempla la mobilità obbligatoria senza però alcun riferimento ai 100 km distanza”.

Di stampo e di forma più classicamente ‘sindacalese’ il commento del Segretario confederale della Cisl, Fulvio Giacomassi, alla fine dell’incontro con il Ministro Madia. “Nell’incontro odierno abbiamo ribadito che vogliamo essere interlocutori del processo di riforma perchè riguarda il lavoro e l’interesse generale del Paese. Certamente- continua Giacomassi- bisogna dare organicità al progetto, in particolare, separando le responsabilità dell’indirizzo e vigilanza della politica da quelle gestionali manageriali. Occorre, poi, dare certezza ad obiettivi di efficienza, semplificazione ed efficacia dei servizi per cittadini ed imprese; contrastare la spesa improduttiva con piani stringenti su costi standard,appalti, acquisti, partecipate e controllate, consulenze. In questa direzione abbiamo ribadito che serve attivare la contrattazione e partecipazione con tempi certi considerandoli motori del cambiamento per una nuova fase che potenzi le relazioni pattizie tra le parti e non la legge per regolare il rapporto di lavoro”.

Da questo momento dunque “bocce ferme” in attesa delle decisioni definitive del Consiglio dei ministri.

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