T9 spegne i riflettori

Biscardi_sliderDopo Paese Sera, l’Unità, Sitcom e RomaUno, ora anche la tv di Caltagirone chiude i battenti

 

 

ROMA – L’editoria romana continua il suo calvario. Il gruppo che fa capo all’imprenditore del mattone Edoardo Caltagirone ha deciso dall’oggi al domani di mettere in liquidazione la società editrice dell’emittente e spedire a giornalisti e tecnici una lettera di licenziamento collettivo.

Qualche segnale delle difficoltà della televisione già si era avuto ad aprile, quando lo stipendio dei dipendenti non era arrivato. La stessa cosa si è ripetuta a maggio. E così sono stati gli stessi reporter di T9 a scoprire come stavano le cose. Con una inchiesta che ha portato alla scoperta di una visura camerale hanno scoperto che la società Sidis Vision Spa, riconducibile attraverso due controllanti alla famiglia Caltagirone, era stata messa in liquidazione dal 21 maggio. Per tutta risposta la società ha riunito un Cda improvviso in cui la presidente Rosabianca Caltagirone si è dimessa avviando così le procedure di liquidazione. E senza che nessuno dei dipendenti dell’emittente sapesse nulla. Finché ieri mattina (19 giugno) il sindacato dei giornalisti Stampa Romana ha ricevuto la copia della raccomandata collettiva con la quale la Sidis ha deciso il licenziamento a far data dal 16 giugno.

Chiude così una emittente storica del panorama televisivo romano. Nata nel 1977 dal commercianti di abbigliamento Francesco Meloni, si è distinta per i tanti personaggi di spicco che sono transitati nei suoi studi. Da Ruggero Orlando a Michele Santoro passando per Pia Luisa Bianco, Nino Marazzita e Aldo Biscardi. L’era Caltagirone a T9 era iniziata nel 1989 quando il palazzinaro Edoardo e la moglie Rosabianca nè acquistarono il 50% trasformato poi nel totale delle quote due anni dopo.

Durissima la reazione del sindacato romano. “Con un inaccettabile colpo di mano – scrive Stampa Romana in un comunicato – T9 licenzia i giornalisti. Dopo aver messo in liquidazione la società senza darne alcuna comunicazione né alla redazione né al sindacato, i padroni di T9 hanno pensato di mettere sulla strada l’intero corpo redazionale”. “L’Asr respinge con fermezza il licenziamento dei colleghi di T9 – afferma il segretario Asr Paolo Butturini -. Si tratta di una violazione palese e barbara di corrette relazioni sindacali che impugneremo in ogni sede. Intanto esprimo a nome di tutta l’associazione, la solidarietà coi colleghi ai quali forniremo tutta l’assistenza sindacale e legale della quale avranno bisogno. Non posso che sottolineare – conclude Butturini – come tutto questo avvenga in concomitanza con una trattativa contrattuale e con una crisi che l’emittente non ha affrontato per tempo confrontandosi col sindacato sui percorsi di tutela del lavoro e soluzioni non traumatiche”.

Solidarietà bipartisan è arrivata anche dal mondo della politica romana. Il Partito democratico della Capitale, in un comunicato, esprime la sua vicinanza ai giornalisti “per la repentina e assurda decisione dell’azienda di licenziarli in blocco. Si tratta di un’evidente forzatura che viola ogni norma contrattuale e sindacale. Il Pd si oppone e continuerà ad opporsi in ogni modo a comportamenti simili, che umiliano i lavoratori senza un vero motivo scaricando solo su di loro i costi della crisi. D’ora in avanti seguiremo con attenzione la vicenda, anche nelle sedi istituzionali”. “Solidarietà a tutti i lavoratori dell’emittente di T9, 19 tra giornalisti, tecnici e amministrativi” è arrivata anche da Roberta Angelilli, europarlamentare del Nuovo Centro Destra. “T9 rappresenta da anni una realtà importante nel panorama dell’informazione giornalistica a Roma – ha dichiarato Angelilli -, pertanto mi auguro che nonostante il difficile momento che attraversa il mondo dell’editoria possa essere trovata una soluzione a sostegno di tanti validi professionisti e delle loro famiglie”.

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