Un’ondata di rifiuti ci sommergerà

malagrotta-sliderCi voleva l’emergenza sanitaria per indurre la giunta capitolina a prendere provvedimenti per la raccolta dei rifiuti

 

 

ROMA – Tutto cambia perché nulla cambi. La vicenda gattopardesca dei rifiuti a Roma rasenta la schizofrenia: a nemmeno sei mesi dal rinnovo dei vertici dell’Ama siamo nuovamente in piena emergenza spazzatura. Cassonetti stracolmi, rifiuti per strada, impianti di smaltimento al collasso, accuse di sabotaggi e di ostruzionismo, l’amministrazione contro i sindacati, l’assessore contro il sindaco, Bruno Vespa contro Ignazio Marino, la Procura di Roma a gamba tesa sulla vicenda. E’ il tutti contro tutti, sinonimo di caos e totale mancanza di idee e di strategie.

Ci sono voluti i maiali a razzolare nell’immondizia e le proteste furenti dei cittadini perché il sindaco si distraesse per un attimo dalle sue monomaniacali pedonalizzazioni e decidesse di occuparsi dello smaltimento dei rifiuti urbani. Con il solo effetto di fomentare polemiche con i suoi guasconeschi proclami, della serie “rotoleranno teste” all’indirizzo del direttore generale dell’Ama, censurati persino dall’assessora all’ambiente Estella Marino, che teme la “strategia suicida” del sindaco che rischia di “metterci contro tutti i lavoratori”.

Timori puntualmente confermati dalla Cisl che, pur senza sottovalutare il problema dell’assenteismo, sostiene che “se si vuole mettere davvero la parola fine a questa situazione, bisogna rafforzare il piano di raccolta differenziata con nuove risorse, uomini e mezzi”. E’ il problema della coperta troppo corta, secondo il sindacato: “Aver spostato quasi tutto il personale sulla raccolta differenziata ha provocato una serie di disservizi nella pulizia delle strade perché gli addetti sono sempre gli stessi e non ci sono state nuove assunzioni”. E la situazione è destinata a peggiorare con i tagli al budget dell’Ama previsti dal piano di rientro.

In questa situazione che si fa? Ma è ovvio, si convoca una riunione straordinaria della giunta in seduta notturna per “conoscere dall’assessore all’Ambiente Estella Marino e dal presidente di Ama Daniele Fortini quale siano i progetti immediatamente operativi per risolvere la sofferenza della città in relazione alla questione del ciclo dei rifiuti”. Alla fine del confronto di ieri notte il comunicato dell’amministrazione parla di un “piano straordinario per il decoro e la pulizia della Capitale dopo l’emergenza rifiuti delle ultime settimane. E’ in arrivo una task-force di 30 squadre di pronto intervento Ama che saranno da subito attive nei Municipi. La giunta capitolina ha programmato un piano di interventi che consentirà entro 10 giorni di riportare la situazione della raccolta alla normalità e che impedirà che le emergenze possano riproporsi”.

Anche la Regione Lazio, chiamata pesantemente in causa dai disservizi, se la cava con le solite promesse: “Saranno stanziate nuove risorse per migliorare la qualità dei nuovi servizi di gestione dei rifiuti orientati verso la differenziata e dell’impiantistica di base, con isole ecologiche e impianti di compostaggio”. Impegni che, se tutto va bene, ci vorranno un paio d’anni per essere rispettati. E intanto la “monnezza” si accumula.

Ma se ci voleva così poco a risolvere in 10 giorni il problema era proprio necessario arrivare a questo punto di emergenza? La verità è che faranno un po’ di “ammuina”, si rimangeranno la disposizione che revocava gli straordinari e svuoteranno i cassonetti. Ma tutto rimarrà come prima. Tempo uno o due mesi le squadre di pronto intervento dell’Ama saranno tornate a fare raccolta differenziata, i nuovi impianti saranno ancora in cerca di localizzazione, i soldi per mandare i rifiuti all’estero non ci saranno più e l’immondizia coprirà i nostri marciapiedi.

L’unico che se la ride in questa tragicommedia è il vecchio Cerroni che ha preso carta e penna ed ha risposto a brutto muso al primo cittadino che l’aveva indicato come artefice principale della rovina: “Malagrotta per trent’anni è stata la fortuna e la salvezza di Roma – sbotta il patron dell’ex discarica – Della pulizia e della raccolta forse bisognerebbe parlare quando Vespa dice di vergognarsi di abitare in una città che ormai trabocca in ogni strada di sporcizia. Non della ‘buca’ o del ‘monopolista’”. E visto quel che è successo dopo Malagrotta, bisogna riconoscere, obtorto collo, che purtroppo tutti i torti non ce l’ha.

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