L’autoriforma delle Camere di Commercio del Lazio

Teatro_AdrianoDue sole Camere, una per Roma e una per le altre province, anticipando le norme del governo

 

 

ROMA – La Giunta di Unioncamere Lazio, composta dai 5 Presidenti delle Camere di Commercio di Roma, Latina, Frosinone, Viterbo e Rieti, ha approvato la delibera che prevede la riorganizzazione territoriale delle 5 Camere di Commercio laziali su due aree, espressione delle caratteristiche geografiche, sociali ed economiche della regione.

Le due Camere di Commercio individuate sono la Camera di Commercio metropolitana di Roma Capitale e la Camera di Commercio di Area vasta, risultante dall’accorpamento delle Camere di Commercio di Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo.

“Abbiamo avviato, sulla base degli annunciati interventi del Governo ed in base al previsto “taglio” del diritto annuale contenuto nell’attuale veste del D.L. 90/2014 – afferma il Presidente di Unioncamere Lazio Vincenzo Zottola – un importante processo di autoriforma del sistema camerale regionale, processo che prevede la riorganizzazione delle Camere di Commercio della nostra regione, con un’ottica rivolta anche al nuovo assetto istituzionale del nostro Paese, come risultante dalla Legge Delrio”.

“Siamo tra i primi organismi camerali ad aver iniziato un percorso autonomo di riforma, così come previsto anche dalla L. 580/1993, prosegue il Presidente Zottola, teso da un lato a garantire crescenti livelli di efficienza delle strutture e realizzare economie di scala ma, dall’altro, a continuare ad assicurare il legame con le economie territoriali, tenendo conto delle specificità locali. Unioncamere Lazio, conclude il Presidente Zottola, con tale delibera anticipa ed evita eventuali future iniziative di riforma “calate dall’alto”, possibili foriere di errori strategici e di danni per l’economia”.

“Le camere di commercio al servizio delle imprese”: questa la mega-scritta esposta in Piazza di Pietra dai dipendenti della CCIAA di Roma per protestare contro il dimezzamento del diritto annuale e la proposta di trasferire il registro imprese al ministero dello Sviluppo Economico, misure contenute nella riforma della Pa varata dal governo Renzi e che mettono in discussione la stessa sopravvivenza delle CCIAA italiane. L’occasione della protesta è stato il dibattito “Riformo io!” moderato da Maria Latella a cui sono intervenuti Gian Antonio Stella, scrittore e giornalista del Corriere della Sera e il Segretario generale della Cgil, Susanna Camusso. Ma l’ospite più atteso, il ministro della Pa Marianna Madia, non si è presentato.

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