L’Authority dei Trasporti sotto assedio

Andrea_CamanziNell’agenzia presieduta da Camanzi fioccano le consulenze. I candidato in ‘lista d’attesa’

 

 

ROMA – L’arte del riciclo non conosce confini – si legge nel sito “La Notizia giornale” a firma di Stefano Sansonetti – soprattutto quando è in ballo un’Authority di costituzione relativamente recente. C’è una struttura che a quanto pare è bersaglio di un autentico assalto. E tra i fortunati che sono riusciti a piazzarsi al su interno, ecco spuntare fuori qualche illustre riciclato. Il quale, va da sé, riesce a perfezionare spesso un bel cumulo di compensi. Ma forse siamo solo all’inizio. Diciamo subito che al centro della scena c’è l’Autorità dei trasporti, formalmente istituita a fine 2011 all’epoca del governo guidato da Mario Monti. Presieduto da Andrea Camanzi, l’organismo nel corso dei mesi si è dotato di alcuni consulenti, soprattutto in materie giuridico-economiche. Nella lista non possono non notarsi grand commis precedentemente rimasti senza scranno, ma immediatamente “risarciti”.

Si prenda Sergio De Felice, consigliere di Stato, destinatario di una collaborazione annuale da 50 mila euro (dal 6 dicembre 2013 al 5 dicembre 2014). Ebbene, De Felice vanta un’incredibile fila indiana di incarichi da capo di ufficio legislativo e capo di gabinetto. In quest’ultima veste, per esempio, ha accompagnato l’ex ministro delle politiche comunitarie Anna Maria Bernini. Tra una poltrona e l’altra, però, era rimasto senza incarico “istituzionale”. Troppo, per chi come lui ha un curriculum che esordisce così: “Laureato in giurisprudenza con 110 su 100 e lode e plauso della commissione alla prima sessione del quarto anno di laurea”. Insomma, per lui sono arrivati 50 mila euro dall’Autorità per i trasporti.

Nell’elenco c’è anche Maurizio Mensi, avvocato, al quale è stata assegnata una collaborazione da 30 mila euro (primo dicembre 2013 – 31 maggio 2014). Si dà il caso che Mensi, già direttore del servizio giuridico dell’Agcom ai tempi di Enzo Cheli, sia anche professore ordinario di diritto pubblico nell’inutile Ssef (la Scuola superiore dell’economia e delle finanze che dovrebbe essere soppressa dalla riforma della Pa). Per quest’ultimo incarico nel 2013, prima dei recenti tagli, Mensi era accreditato di uno stipendio annuo lordo di 219 mila euro.

Ancora, tra i consulenti dell’Authority per i trasporti spicca Claudio Boreggi, ingegnere elettronico forte di un compenso di 140 mila euro (dal 2 gennaio 2014 al 31 dicembre 2015). Fino al 2006 Boreggi è stato responsabile della funzione “Affari economici della regolamentazione” di Telecom Italia, all’interno della quale è rimasto anche nel 2007 come consulente. E sempre in quell’anno ha fondato la RegEcon Consulting & Media, società di consulenza nelle aree della regolamentazione delle imprese “a rete”. Altri 75 mila euro rappresentano il valore della consulenza attribuita a Luisa Barsanti, per un totale di 9 mesi (dal primo aprile al 31 dicembre del 2014). Fino al 2011 la Barsanti è stata dirigente dell’Enac, dove ha guidato la direzione analisi economiche e tariffe.

A stupire, però, è soprattutto la lista d’attesa che c’è all’Autorità per i trasporti. Sì, perché per ciascun settore la struttura guidata da Camanzi, dopo una selezione, ha pubblicato un elenco di candidati esperti che potranno essere eventualmente coinvolti. Nel profilo giuridico, per esempio, sono inseriti i nomi di ben 132 candidati. Tra questi spiccano i nomi di Marcello Clarich, amministrativista che però nel frattempo è diventato presidente della Fondazione Mps, Carolina Lussana, ex deputata della Lega, e Carlo Malinconico, all’epoca di Monti sottosegretario alla presidenza del consiglio, dimessosi quando venne fuori che, da segretario di palazzo Chigi, era stato ospite di un super albergo a Porto Ercole a spese dell’imprenditore Francesco Piscicelli, quest’ultimo coinvolto nelle inchieste sulla cricca dei grandi eventi. L’iscrizione di questi nominativi nell’elenco predisposto dall’Authority ha validità di 24 masi a partire dal 23 maggio 2014, ovvero dalla data di pubblicazione delle liste. Altri fortunati, tra i 134 aspiranti consulenti, potranno quindi ancora essere chiamati. O riciclati.

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