Questo calcio italiano piccolo piccolo

Italia_MaltaDopo le stentate vittorie sull’Azerbaigian e su Malta il circolo mediatico dei cortigiani applaude alla squadra di Conte

 

 

ROMA – Dopo il mediocre spettacolo offerto dalla nazionale italiana di calcio, vincitrice a fatica del piccolo Azerbaigian (9 milioni di abitanti), tutto ci si poteva aspettare tranne che il commissario tecnico si dichiarasse soddisfatto perchè “questa è una squadra che ha gli attributi”.

Soddisfatto di che? Tutti hanno avuto modo di vedere una squadra senza volto, con un gioco confuso e approssimativo, affrontare una squadretta di serie B all’inizio con sufficienza, alla fine in preda all’ansia e al nervosismo. Insomma niente di più e niente di meno di quella espulsa con ignominia dal girone eliminatorio del mondiale brasiliano.

D’altronde che cosa ci si poteva aspettare da una formazione composta per dieci undicesimi dagli stessi giocatori di qualche mese fa, con la sola (felice) eccezione di Zaza al posto di Balotelli. L’incrollabile fede italiana nell’uomo della provvidenza aveva indotto tanti a sperare che Conte avrebbe fatto il miracolo. E invece, come l’esperienza insegna, i miracoli non esistono. L’immagine dell’ex allenatore della Juventus che esulta freneticamente al secondo goal in extremis di Chiellini, come se fosse la vittoria sulla Germania nella finale mondiale, non è una scena esaltante, è solo patetica.

E ancora più patetico è l’entusiasmo di maniera che i telecronisti della Rai, con il contorno di esperti e veterani, mettono nei loro commenti. E’ un diluvio di superlativi, di lodi smisurate, di apprezzamenti al limite dell’idolatria per uno spettacolo che merita a stento la sufficienza.
Capiamo che il circolo mediatico che ruota intorno al calcio nostrano ha bisogno di autoreferenzialità e per ciò stesso esclude qualsiasi critica o giudizio non elogiativo, ma un po’ di pudore, suvvia!

Meno male che ogni tanto c’è qualcuno (competente) che canta fuori del coro, come Mario Sconcerti a cui “questa nazionale non piace affatto”. La causa principale di questa insufficienza  sta nel fatto che l’Italia probabilmente non può giocare bene perchè non ha i singoli. “Ma anche l’Empoli – sostiene il giornalista del Corriere della Sera – non ha giocatori, eppure gioca un buon calcio. C’è in realtà tutt’intorno alla Nazionale una specie di misticismo forzato di cui la trascendenza di Conte è il perno. Soffoca qualunque idea di serio rinnovamento tecnico. È tempo anche di dire che non siamo davanti a una ricostruzione, c’è solo una piccola avidità di risultati cercati con il massimo del risparmio”.

D’altro canto, anche se non ci fossero questi benemeriti anticonformisti, oramai la rete si incarica sempre più spesso di fare giustizia di un’infinità di idiozie. Così, anche dopo la performance della nostra nazionale, i commenti raccolti sul web sono stati tutti più o meno di questo tenore: “Molto meglio le ragazze della pallavolo, questi arroganti miliardari hanno stufato”, “E se faticano con l´Azerbaigian, cosa fanno quando arrivano i pezzi da 90?”, “Sembra quella di prima, a parte i risultati e qualche sbruffone di meno in campo”, “Partita minuscola ma peggio erano i cronisti della RAI”, “Capperi, che squadrone che ci ritroviamo”.

Vox populi di solito non mente. D’altronde diceva Ignazio Silone: “Dato che la mediocrità non può essere espulsa dalla vita umana, per renderla sopportabile sarebbe  utile accompagnarla con un po’ d’ironia”. Al calcio italiano oggi fa difetto anche questa.

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