Asili nido, il Tar dice no agli aumenti delle tariffe

Asilo_nido_sliderIl tribunale amministrativo ha accolto la tesi del Codacons e sospeso il provvedimento dell’amministrazione comunale

 

ROMA – Il Tar del Lazio ha sospeso gli aumenti delle tariffe per gli asili nido di Roma disposti dall’amministrazione comunale. I giudici hanno così accolto le tesi del Codacons, intervenuto in giudizio per chiedere lo stop ai rincari, illegittimi e applicati quando i genitori avevano già provveduto ad iscrivere i propri figli agli asili della capitale.

“Siamo molto soddisfatti per la decisione del Tar – afferma il presidente Carlo Rienzi – ma riteniamo che la battaglia degli utenti debba proseguire per ottenere il blocco definitivo degli aumenti tariffari e l’annullamento dei relativi provvedimenti comunali. Per questo invitiamo tutti i genitori colpiti dai rincari a partecipare al ricorso gratuito al Tar del Lazio promosso dal Codacons.

“E’ importante – prosegue Rienzi – che tutti i genitori si uniscano in questa battaglia perché gli aumenti sono stati disposti dal Comune senza alcuna istruttoria e quando l’anno scolastico era già iniziato, provocando così una lesione nei diritti degli utenti. Rincari avvenuti, inoltre, in un momento di grandi difficoltà economiche per le famiglie della capitale, con ripercussioni non indifferenti sui bilanci familiari”.

“La sospensione della delibera sull’aumento delle rette dei nidi effettuata oggi dal Tar nei confronti del Comune di Roma e’ la vittoria di Davide contro Golia. Duecentocinquanta famiglie messe insieme attorno a temi concreti e consapevoli hanno vinto contro l’ingiustizia del Comune piu’ grande d’Italia”. Queste le parole di Gigi De Palo, consigliere comunale di CittadinixRoma, che ha coordinato il ricorso al Tar delle famiglie che si sono organizzate per contrastare la decisione del sindaco Marino portando in piazza migliaia di passeggini vuoti nella manifestazione del 4 ottobre scorso al Campidoglio.

“Le famiglie non possono scioperare, ma insieme hanno trovato la forza per diventare la fionda che ha abbattuto il gigante di un’amministrazione scorretta – ha continuato De Palo – oggi una grande unica famiglia, fatta di tante mamme e tanti papà, una vera a propria family-action ha ricordato al sindaco Marino che non si cambiano le regole del gioco a partita iniziata. Non conviene prendere decisioni a scapito dei cittadini senza prima consultarli e confrontandosi con loro”.

Gli aumenti – compresi tra il 7 per cento per le fasce Isee più basse e il 15 per cento per i redditi più alti – erano stati decisi infatti a luglio con una delibera dell’Assemblea capitolina, mentre le iscrizioni ai nidi si erano chiuse già a fine giugno.

Non accadeva da 14 anni che le ‘tasse’ venissero aumentate. E tra le modifiche è stata anche eliminata l’esenzione per il terzo figlio, anche se chi ha più di un bambino ha diritto ad alcuni sconti: del 30% sul totale delle quote per chi ha due figli al nido o per chi ne ha tre o più e ha un reddito superiore a 10 mila euro (solo se il reddito è inferiore ai 10mila euro o se la famiglia è assistita dai servizi sociali scatta l’esenzione). Così sono partiti i ricorsi e le proteste, una tra tutte quella del “movimento dei passeggini” in Campidoglio.

Dall’assessorato alla Scuola avevano sottolineano che le tariffe “restano comunque fra le più basse d’Italia e che ogni centesimo incassato viene reinvestito nei servizi educativi”. Ma oggi, intanto, è arrivata la sospensione del tribunale amministrativo.

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