L’armistizio raggiunto con Bruxelles

Lettera_PadoanLa risposta del governo al commissario Katainen che chiedeva spiegazioni per la legge di stabilità

 

 

 

ROMA – Dopo il severo richiamo di Bruxelles al rigore e al rispetto delle regole contabili dell’Unione (eufemisticamente si chiama “richiesta di chiarimenti”), l’Italia ha risposto alla Commissione Ue con una lettera del ministro Pier Carlo Padoan indirizzata al vicepresidente Jyrki Katainen. Nella nota che il Tesoro ha pubblicato confermando quella linea di “open data” che tanto aveva fatto arrabbiare Barroso, si acconsente a ridurre nel 2015 il deficit strutturale di 0,3 punti di Pil (4,5 miliardi), contro gli 0,5 indicati dai tecnici di Bruxelles.

Si tratta dunque di una “soluzione di compromesso” all’insegna di quel clima più disteso promesso dal prossimo presidente della Commissione, Jean Claude Juncker, che si insedierà sabato prossimo. In particolare il governo italiano si è impegnato a trovare quei 4,5 miliardi prendendo di 3,3 miliardi dal fondo per la riduzione delle tasse, 0,5 miliardi dalla riduzione delle risorse destinate al cofinanziamento dei fondi europei di coesione e 0,7 miliardi da un’estensione del regime del reverse charge Iva.

Ma, come si sa, la domanda vera degli occhiuti censori comunitari riguardava il motivo per cui l’Italia ha deciso di rinviare il pareggio di bilancio al 2017. La risposta di Padoan spiega che la decisione è dettata dalla necessità di “affrontare le inusualmente difficili condizioni economiche, che almeno per il 2014 e il 2015 dovrebbero essere considerate quali circostanze eccezionali”.

“L’economia è ormai al suo terzo anno di recessione ed è a forte rischio deflazione – o di un prolungato periodo di inflazione molto bassa – e stagnazione. Un quarto anno di recessione è da evitare in tutti i modi. Di conseguenza – si legge nella lettera del ministro del Tesoro – il governo italiano ha proposto un insieme di misure volte a ridurre al minimo questi rischi macroeconomici, dal momento che una politica di bilancio rigorosa sarebbe troppo rischiosa e forse controproducente in termini di dinamica del debito. Il governo si propone di attuare un aggiustamento di bilancio favorevole alla crescita basata su un miglioramento durevole legato a un’aumentata efficienza e qualità della spesa pubblica a tutti i livelli e tagli permanenti del cuneo fiscale sul lavoro”.

“Uno sforzo di stimolo all’economia che viene effettuato pur mantenendo i conti pubblici sotto controllo (il rapporto deficit/Pil resterà infatti anche nel 2015 sotto il 3%) e correggendo il deficit strutturale (appunto di circa tre decimi di Pil). E simultaneamente finanziando lo sforzo straordinario di effettuare quelle riforme strutturali lungamente attese che presentano costi aggiuntivi nel breve periodo – aggiunge la nota di Padoan – Proprio per questo motivo il governo ha deciso di avvalersi della flessibilità concessa dall’Europa e dalla legislazione nazionale, al fine ad attuare un ambizioso pacchetto di riforme strutturali volte a rafforzare il potenziale di crescita. Queste riforme avranno un impatto diretto sul potenziale di crescita e la sostenibilità del debito, consentendo in tal modo, in conformità con le leggi e le normative europee e nazionali, una deviazione temporanea dal percorso di convergenza verso l’obiettivo di medio termine”.

Il finlandese Katainen, ancora per pochi giorni commissario agli Affari economici e monetari, ha fatto sapere che la Commissione Ue “accoglie con favore la collaborazione costruttiva dell’Italia”, ricordando però che la “consultazione è ancora in corso” e che “mercoledì saranno pubblicate le analisi solo di quei Paesi con serie deviazioni”.

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