Qualcuno gioca con i posti di lavoro?

Palazzo_Chigi_sliderIl presidente dell’ufficio parlamentare di bilancio mette in dubbio le previsioni del Tesoro sull’occupazione

 

 

ROMA – L’impatto che la legge di stabilità avrà sulla nostra precaria situazione economica, e in particolare sull’occupazione, potrebbe essere limitato, tanto più dopo le “mutilazioni” imposte dalla Commissione Ue. E’ quanto si ricava dall’audizione del presidente del neonato Ufficio parlamentare di bilancio, Giuseppe Pisauro, incaricato di vigilare in modo indipendente sui conti pubblici e valutare l’impatto macroeconomico dei provvedimenti.

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Nella sua relazione alla Commissione Bilancio della Camera infatti il rettore della Scuola Superiore dell’economia e delle finanze ha detto che il “milione di posti di lavoro” previsto dalla Relazione tecnica in seguito all’azzeramento per tre anni dei contributi previdenziali per i nuovi assunti potrebbe rivelarsi del tutto virtuale. In altri termini, i posti di lavoro dichiarati “non è detto che siano in più: di questi infatti 600mila potrebbero essere contratti che comunque sarebbero a tempo indeterminato e 400 mila contratti a tempo che si trasformano. Quindi l’impatto sull’occupazione potrebbe essere zero”.

Nel merito generale della legge di stabilità e dei suoi effetti sull’economia italiana, pochi giorni fa davanti alle stesse Commissioni parlamentari, il ministro Padoan aveva detto che lo “sforzo ulteriore” fatto dal governo sul deficit per rispondere alle pressioni di Bruxelles non comporta cambiamenti nella struttura della manovra e permette di “mantenere un equilibrio non facile tra continuazione del risanamento delle finanze pubbliche e stimolo alla crescita”.

Pisauro non è dello stesso avviso e si è domandato: “Come mai una manovra da 11,5 miliardi di disavanzo passa a 7 e non cambia nulla dal punto di vista macroeconomico?”. La risposta è stata: cambia eccome. “Un effetto restrittivo rispetto al quadro dell’1 ottobre c’è, anche se non molto forte. Le misure aggiuntive da 4,5 miliardi renderanno meno espansiva la manovra imperniata sul taglio delle tasse e il rilancio della crescita.

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