Olimpiadi a Roma, il sogno nel cassetto

OLIMPIADI_sliderIl premier Renzi dà fuoco alle polveri. “Non c’è progetto troppo grande per l’Italia”. Le altre possibili candidature

 

 

ROMA – L’avventura ricomincia là dove era finita, a Palazzo Chigi. Era il 14 febbraio 2012 quando il presidente del Consiglio Mario Monti ritirò ufficialmente la candidatura di Roma ad ospitare le Olimpiadi del 2020. A poco meno di tre anni di distanza il premier Matteo Renzi, maramaldeggiando come è suo costume, dichiara alla radio che “se riusciamo a rimettere in moto il fisco e la pubblica amministrazione, le Olimpiadi del 2024 le facciamo sotto gamba. Che paura volete che facciano? Non c’è progetto troppo grande per l’Italia”.

Naturalmente le parole di Renzi hanno fatto “molto felice” il presidente del Coni, Giovanni Malagò, che in silenzio sta lavorando da qualche mese al progetto. Altrettanto felice il sindaco di Roma: “Condivido il sogno di Renzi, e se saremo in corsa – spiega Marino – sarà con ambizione e sobrietà”. Di tutt’altro avviso il segretario della Lega, Matteo Salvini, che ha subito bocciato l’ipotesi della candidatura di Roma: “Olimpiadi nel 2024 in Italia? Renzi è un uomo pericoloso – ha detto il segretario della Lega – Abbiamo 13 miliardi di euro non risarciti ai terremotati dell’Emilia Romagna. Abbiamo una disoccupazione record, ogni giorno chiudono 120 aziende, abbiamo ancora le cattedrali nel deserto per le olimpiadi invernali a Torino e i debiti per i mondiali di nuoto di Roma e il presidente del Consiglio pensa a fare le Olimpiadi in Italia. Non ci sono parole – chiude il leader della Lega – è pericoloso”.

Secondo le linee guida approvate di recente a Losanna, tra due settimane, a Montecarlo, il Comitato olimpico internazionale in un’assemblea straordinaria dovrebbe adottare i criteri per rendere le candidature più sostenibili in termini economici. Il Cio consentirà che alcuni sport o discipline possano svolgersi anche lontano dalla città candidata, addirittura in un Paese vicino, se necessario. Ci dovrà essere comunque “una città organizzatrice principale” con il Villaggio olimpico che sarà il cuore dei Giochi, salvaguardandone lo spirito.

Il dado non è stato ancora tratto, ma i protagonisti si comportano come se già lo fosse. D’altronde di tempo non ce n’è tanto. Il prossimo 15 dicembre dovrebbe essere annunciato il “sogno” italiano nel corso della premiazione dei migliori atleti dell’anno. Il traguardo finale è sì tra dieci anni, ma la corsa alle Olimpiadi 2024 comincia già l’anno prossimo, con la presentazione delle candidature, mentre il verdetto del Cio è atteso per il 2017.

Ammesso dunque che Roma si iscriva alla corsa, con chi dovrà probabilmente vedersela? Il Comitato olimpico tedesco ha annunciato un mese fa che sicuramente ci proveranno Berlino o  Amburgo, in subordine anche per il 2028. Dall’altra parte dell’oceano, Boston, Los Angeles, San Francisco e Washington sono le quattro città statunitensi che aspirano a candidarsi, mentre New York ha rinunciato. Dal momento che nel 2020 i giochi si svolgeranno in Asia (Tokyo), le candidature europee dovrebbero godere di un certo vantaggio. Così Parigi, un’eventuale candidata “forte”, deciderà non prima di gennaio. La Turchia insiste per ora su Istanbul, mentre la Russia sostiene San Pietroburgo. Dall’Africa si sono per ora esposte Casablanca (Marocco), Durban (Sudafrica) e Nairobi (Kenya). Dal Medioriente Doha (Qatar), come il Brasile, potrebbe tentare di sfruttare l’effetto scia dei Mondiali.

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