Vince il Pd, ma gli elettori scappano

Bonaccini_sliderBonaccini e Oliverio nuovi governatori in Emilia Romagna e in Calabria. “Impressionanti” le cifre record dell’astensionismo. Esulta la Lega di Salvini, débacle per Forza Italia

 

 

ROMA – Stefano Bonaccini (Pd) si conferma vincitore delle elezioni regionali in Emilia Romagna con il 49,05% dei voti, seguito dal leghista candidato del centrodestra Alan Fabbri che ha avuto il 29,85%. In Calabria scrutinio a rilento: in 1900 sezioni scrutinate su 2409, Mario Gerardo Oliverio (Pd) è comunque al 61,53%, contro il 23,61% di Wanda Ferro.

Risultati in un certo senso scontati. I fatti politicamente rilevanti sono altri. Innanzitutto il tracollo dell’affluenza alle urne. In Emilia-Romagna ha votato il 37,7% degli elettori, in Calabria il 44,1%. Numeri impressionati, se paragonati alle Regionali del 2010 (68% in Emilia, 59,3% in Calabria), e alle Europee di sei mesi fa (il 70% in Emilia-Romagna, il 45,5% in Calabria). L’altro dato rilevante è l’exploit della Lega Nord in Emilia Romagna, che arriva a sfiorare il 20% e “doppia” Forza Italia ferma sotto il 10%. Il Movimento Cinque stelle perde terreno. Nel centrodestra si riduce ulteriormente anche lo spazio del Ncd-Udc, che corre il rischio di restare sotto il 3% e, quindi, di non eleggere nemmeno un consigliere regionale.

Nonostante il Pd abbia perso in Emilia circa 8 punti percentuali e centinaia di migliaia di voti rispetto alle europee di appena sei mesi fa, Matteo Renzi non ha perso il suo ottimismo. “Vittoria netta, bravissimi Bonaccini e Oliverio. Massimo rispetto per chi vuole chiacchierare. Noi nel frattempo cambiamo l’Italia”, commenta su twitter. “Il dato dell’astensione è molto alto e deve far riflettere tutti i partiti. Ma i risultati vanno molto bene al Pd, ci siamo ripresi quattro regioni del centrodestra”.

Naturalmente in casa Lega si festeggia. “E’ un risultato storico – commenta il segretario Salvini – e se fossi in Renzi mi preoccuperei perché le promesse iniziano ad avere le gambe molto corte. Quando però due elettori su tre scelgono di restare a casa è una sconfitta per tutti. Mi insegna che dobbiamo essere sempre più concreti e realistici”.

Forza Italia invece è ko. L’unico a parlare è Raffaele Fitto, secondo cui quello di ieri è “un risultato drammatico. Ora il minimo è azzerare tutte le nomine, per dare il via a una fase di vero rinnovamento. Basta dunque ad una linea politica incomprensibile, ambigua, che oscilla tra l’appiattimento assoluto verso il governo e gli insulti”.

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