Pagare il canone Rai, sì ma come?

cavallo-rai-mazzini-SLIDIn settimana l’incontro tra i ministeri dello Sviluppo economico e dell’Economia per definire le modalità di recupero del canone Rai

 

 

ROMA – Del recupero dell’evasione del canone Rai si parlerà questa settimana in un incontro tra il Ministero dello Sviluppo economico e dell’Economia per discutere di revisione della modalità di riscossione. L’ipotesi più probabile è che venga legato alla bolletta elettrica e calcolato in base alla capacità di spesa degli utenti. Lo strumento attuativo potrebbe essere un emendamento alla Legge di Stabilità in Senato, in modo da rendere operativo il nuovo canone a partire già dal prossimo gennaio.

In pratica inserendolo nella bolletta il canone si potrà pagare diluito ogni due mesi, mentre con l’Irpef si sarebbe pagato una volta l’anno. In ogni caso l’utente avrebbe la possibilità di non pagare il canone dichiarando, sotto la propria responsabilità, di non usare nessuno dei cinque dispositivi che permettono di vedere programmi televisivi e quindi anche la Rai: televisore, pc, laptop, tablet, smartphone.

Tuttavia riguardo alla possibilità di inserire il canone in bolletta elettrica, il presidente dell’Autorità per l’Energia e il gas, Guido Bortoni, ha ribadito la sua netta contrarietà, precisando inoltre che a oggi non risulta alcuna convocazione con esponenti del governo per discutere di questa proposta.

“Le modalità di riscossione del canone Rai all’interno della bolletta elettrica è improprio e di difficilissima applicazione“, ha sottolineato Bortoni, spiegando che il problema sta nel fatto che “se prendiamo una bolletta media annuale intorno ai 500-600 euro questa aumenterebbe del 20% prendendo come riferimento l’ammontare del canone attuale, poi c’è un problema di morosità importante e sono convinto che questa decisione potrebbe farla aumentare e, infine, non ci siamo con i tempi se l’obiettivo è quello di fare entrare in vigore la nuova norma per gennaio”.

Il sottosegretario allo Sviluppo economico, Antonello Giacomelli, al riguardo è stato categorico: “Il canone Rai sarà nella bolletta elettrica dal gennaio 2015. Contiamo di presentare in Senato un emendamento alla legge di stabilità per inserire questa norma – ha spiegato il sottosegretario – con l’intenzione di renderlo effettivo già da gennaio dell’anno prossimo. C’è un’evasione per cui siamo tra i primi in Europa che è attorno ai 600 milioni per un canone che è oggettivamente tra i più bassi in Europa. Con questo strumento consideriamo di recuperare in modo pressoché totale l’evasione”.

A chi andranno questi 5/600 milioni di euro recuperati? “La nostra intenzione – ha precisato Giacomelli – non è di trasferirli  alla Rai in aggiunta al gettito attuale, ma di restituirli interamente ai cittadini, abbassando fortemente il canone, diciamo intorno ai 60, 65 euro, rispetto ai 113 attuali. Certamente pagheremo molto meno”.

Chi dovrà pagare il canone? “Chi possiede un contratto di fornitura elettrica – ha detto il sottosegretario allo Sviluppo economico – La norma attuale prevede la tassa in base al possesso del televisore ed è una norma anacronistica, sostanzialmente inapplicabile. Quindi noi identifichiamo l’elemento unificante, che è l’alimentazione delle diverse piattaforme e quindi, il contratto di fornitura elettrica”.

Giacomelli ha però escluso il pagamento per le seconde case: “Tendenzialmente l’idea è quella di evitare che chi ha la seconda casa paghi di più. Anzi, diciamo che in linea di massima sulla seconda casa è escluso. Qui si tratta di capire – ha precisato Giacomelli – come introdurre qualche punto di equità. C’è chi dice che potremmo incrociare i dati del reddito e legare il canone Rai all’Irpef, io sono un po’ perplesso su questa possibilità. Legato all’Irpef mi pare molto più complesso e farraginoso”.

Giacomelli ha spiegato che sulle aziende di energia elettrica non graverà alcun costo aggiuntivo: “Noi abbiamo idea di mantenere indenni le aziende (di energia elettrica, ndr) quindi i costi delle modifiche del software, certamente, non saranno a carico loro”.

Infine sul taglio di 150 euro al budget della Rai, Giacomelli si è detto “più che arrabbiato, meravigliato. Esattamente il giorno in cui il direttore generale va nel Cda per dire che l’operazione che era stata immaginata, ovvero il contributo di 150 milioni per aiutare le famiglie in cambio della privatizzazione di una parte di Rai Way, ha dato un risultato ben superiore ai 150 milioni, non si capisce bene il senso del ricorso”.

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