La Camera di commercio risponde al sindaco

Cremonesi_Giancarlo_sliderI contributi della Cciaa alle principali istituzioni culturali della Capitale

 

 

ROMA – Sulla vicenda dei contributi della Camera di Commercio di Roma alle principali istituzioni culturali della città, sollecitati con una lettera firmata dal sindaco e presidente della Fondazione Teatro dell’Opera, Ignazio Marino, dal presidente dell’Accademia di Santa Cecilia, Bruno Cagli e dal presidente della Fondazione Musica per Roma, Aurelio Regina, il presidente della Cciaa di Roma, Giancarlo Cremonesi ha risposto nei seguenti termini. Nella lettera, che pubblichiamo integralmente, si sottolinea anche l’importanza di allargare il confronto alle altre realtà economiche, per le quali urgono decisioni nell’interesse della collettività e dove il Comune di Roma, la Regione Lazio e la Cciaa sono partner strategici.

“Gentile Sindaco, in risposta alla Sua lettera del 10 dicembre scorso, La ringrazio per il riconoscimento dell’impegno della Camera di commercio di Roma a sostegno del comparto culturale della città. Siamo d’accordo con Lei nel ritenere fondamentale il ruolo che la cultura riveste per una città come la nostra. Una Capitale la cui economia si regge per buona parte sul turismo deve essere in grado di garantire un’offerta culturale all’altezza di un pubblico sempre più esigente oltre, naturalmente, a una adeguata ricettività alberghiera e a servizi moderni ed efficienti.

“Proprio perché siamo convinti che la cultura rappresenta uno dei motori dello sviluppo – aggiunge Cremonesi – abbiamo finora assicurato il nostro contributo alle più importanti istituzioni culturali cittadine, e non solo. Ma questo nostro impegno si deve conciliare con la principale mission della Camera di commercio: lo sviluppo del tessuto economico e del territorio nell’ottica delle oltre 470mila imprese della nostra provincia.

“Il recente decreto del governo che taglia il 35 per cento del diritto annuale alle Camere di commercio con effetto praticamente immediato (a partire dal 1° gennaio 2015; poi del 40% nel 2016 e del 50% nel 2017) ci sta costringendo a rivedere gran parte delle nostre scelte per fronteggiare gli effetti dirompenti del taglio delle nostre risorse. Senza considerare l’inevitabile impatto sul sistema camerale della Riforma attualmente in discussione al Senato.

“Confermiamo, pertanto, la nostra disponibilità ad avviare un confronto per cercare ogni possibile soluzione nell’interesse della città e delle istituzioni che ognuno di noi rappresenta, tenendo presente – per quanto ci riguarda – che le decisioni ultime dovranno essere assunte dagli organismi camerali preposti.

“A tale riguardo – conclude la lettera del presidente della Camera di commercio – avevamo a più riprese sollecitato (l’ultima volta nello scorso mese di novembre) un incontro fra le nostre giunte per esaminare assieme criticità, punti di forza e problemi delle varie realtà economiche e culturali di cui siamo partner (es.: Investimenti-Fiera di Roma, Altaroma, Centro Ingrosso Fiori, Auditorium, Accademia S. Cecilia, Fondazione Cinema, ecc…) allo scopo di definire congiuntamente soluzioni adeguate. Non avendo avuto risposta, auspichiamo che ora si possa avviare l’atteso confronto nel segno dell’interesse comune”.

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