Periferie, margini che ribollono e brillano

Renzo_PianoDalla Newsletter “Smartinnovation”, supplemento di Forumpa.it, del 15 dicembre

“…In questi bacini al margine, dove violenza e delicatezza coesistono, si raccolgono circa 36 milioni di persone, ben più della metà della popolazione italiana. Sono luoghi densi che stanno acquisendo una nuova centralità…

 

 

Forse, come ci suggerisce Mario Spada, “vale la pena indagare sulle risorse endogene” perché se è vero che nelle periferie si accumulano gran parte dei problemi, spesso è vero anche che in questi luoghi si trovano le energie per affrontarli. Sono delle scintille che fanno brillare un panorama desolato. Ed è a queste realtà, spesso non ben definite, che occorre prestare maggiore attenzione e ascolto. In questi luoghi nidificano soluzioni spontanee di rigenerazione a partire dalle quali si può innescare una ripresa per l’intero paese: sono storie di resilienza – di singoli, associazioni di quartiere, scuole così come di comunità straniere – che vanno scovate e valorizzate.

È sui margini delle città che si stanno sperimentando nuovi modi di vivere, anzi di convivere. Proprio nel momento in cui il governo della cosa pubblica non riesce a far fronte ai bisogni dei territori (oppure tenta di farlo con strumenti inadatti, strumenti di una volta), quelle che un tempo erano semplici associazioni di quartiere, associazioni di volontariato, ma anche semplici gruppi di cittadini attivi si trasformano in attori protagonisti di un nuovo modo di gestire, progettare e vivere il territorio. A fronte della crisi di istituzioni che spesso non riescono a rispondere alle necessità concrete dei cittadini, in alcune periferie nascono invece realtà che sono veri laboratori civici. Attraverso soluzioni – spesso collaborative – si superano inefficienze amministrative.

Prendono vita sistemi di co-housing, per cui nascono condomini solidali – che condividono lavanderie, laboratori per il “fai da te”, spazi per il tempo libero e il gioco – di condivisione dei luoghi di lavoro – sono nati co-working, incubatori, etc. – così come esperimenti di co-design dei servizi, di co-gestione del territorio. Tutti questi fenomeni ci devono far riflettere e far ragionare sulla necessità di nuovi modelli d’essere centro e periferia.

In quest’ottica, riprendendo e re- interpretando la Suburban Revolution di Roger Keil, Forum Pa ha avviato, a SCE 2014, un lavoro di indagine e progettazione sulle periferie, i loro bisogni ma soprattutto le loro energie, con il titolo “Periferie al centro, lavori in corso”.

Come ci suggeriva Camilla Perrone, introducendo gli stili di vita suburbani, occorre un “nuovo sguardo” per “interpretare l’intricata coesistenza di fenomeni contrapposti” che ci troviamo davanti quando parliamo di questi elementi di confine. Dobbiamo ascoltare, interpretare, studiare, approfondire e appassionarci a questi luoghi che sperimentano e sono ricchi di umanità, di speranza e di voglia di cambiare.

È necessario prestare ascolto alle periferie anche in vista di queste nuove realtà istituzionali che saranno le Città Metropolitane: un processo di transizione, solo in parte normativa, che ridefinirà il territorio anche dal punto di vista economico e sociale. Attualmente l’apparato burocratico-amministrativo risulta un freno per gran parte delle iniziative che nascono dal basso. Per dirlo con le parole con cui Gianni Dominici ha introdotto il laboratorio a #SCE2014 il 22 ottobre scorso: “L’amministrazione, tanto più a livello periferico, deve acquisire la capacità di interloquire con questi stati nascenti ed è proprio da lì, partendo dalle situazioni cerniera, che va sperimentato un nuovo modo di lavorare insieme, collaborando”.

Una necessità eclatante riscontrata sin da subito anche dai tre gruppi di lavoro impegnati in questo primo anno di “rammendo” – qui uno stralcio dal dossier Periferie: “C’è bisogno di una nuova generazione di strumenti amministrativi capaci di adeguarsi a un contesto ormai mutato. È stato dunque chiaro da subito che, oltre a coinvolgere i cittadini attivi, il luogo fisico del rammendo deve allargarsi a strategie di co-gestione e manutenzione condivisa”.

Le periferie, che brillano e ribollono, rappresentano l’occasione di ripensare le città in tutta la loro interezza e su queste scegliere di investire: è senza dubbio una delle più interessanti sfide che il paese dovrà affrontare in questi anni.

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