Maro’, l’Italia richiama l’ambasciatore

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Dopo il rifiuto della Corte Suprema indiana, i ministri degli Esteri e della Difesa riferiscono in Parlamento

 

 

ROMA – Si alza il livello dello scontro diplomatico tra Italia e India dopo il rifiuto della Corte Suprema di Nuova Delhi di esaminare le istanze “di carattere puramente umanitario” per prolungare di quattro mesi la convalescenza in Italia di Latorre e consentire il ritorno a casa per le festività natalizie di Girone.

“Il governo italiano – ha detto oggi il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni alle Commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato – si riserva di effettuare tutti i passi necessari a partire dall’urgente richiamo per consultazioni dell’ambasciatore italiano a Nuova Delhi, Daniele Mancini”. Questo non significa che ci sarà “una rottura delle relazioni diplomatiche”, si è affrettato a precisare Gentiloni, ma all’indomani della decisione della Corte Suprema l’Italia non nasconde la sua profonda “irritazione” e si dice pronta a “valutare tutte le opzioni”. Rivolto poi ai membri delle due Commissioni parlamentari il titolare della Farnesina ha auspicato “una reazione ferma e unitaria, per quanto possibile”.

Sul caso di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sono in gioco “principi irrinunciabili di sovranità e diritto internazionale” e di fronte a “un atteggiamento inaccettabile delle autorità  giudiziarie indiane “l’Italia ha l’obbligo di reagire in modo fermo e unitario”. Non c’è dubbio che tra le ulteriori decisioni su cui si sta ragionando non si può affatto escludere “il pratico avvio dell’arbitrato internazionale” e si deve sapere che questa ipotesi è “molto chiaramente sul tavolo”, ha sottolineato il titolare della Farnesina. 

Intanto, Massimiliano Latorre, in Italia per quattro mesi di convalescenza dopo il grave malore accusato a Delhi, non farà ritorno in India. Le sue, ha detto il ministro della Difesa Roberta Pinotti, “non sono condizioni che possono consentire una partenza dall’Italia, considerata anche la data ravvicinata del previsto rientro”, ovvero metà gennaio. Proprio per questo, per potere proseguire cure e riabilitazione ed eventualmente sottoporsi a un intervento chirurgico, il fuciliere di Marina aveva chiesto di prolungare la sua permanenza in Italia. Dunque, ha commentato con tono irresoluto Pinotti, non si tratta di “un atto di sfida né della volontà di scontro”, ma di “una serena e ferma presa d’atto di una situazione”.

Il nodo non è evidentemente solo giudiziario e diplomatico. In questa vicenda, ha ricordato Gentiloni, c’è molto in gioco anche “sul piano umano”. Le autorità indiane richiedono attenzione per l’ordinamento giuridico nazionale e un “dialogo rispettoso tra le parti”, ma dall’altra parte “vengono meno alla tutela dei diritti di natura umanitaria dopo avere accumulato una serie di ritardi e rinvii sul caso”. Gli ha fatto eco la Pinotti: “Siamo non solo delusi ma anche irritati. Ci eravamo consultati attentamente prima di presentare le istanze e ci aspettavamo un risultato diverso”. E adesso, se “la salute e il recupero di Massimiliano Latorre sono una priorità per il governo e nulla sarà fatto per mettere a rischio la situazione”, la posizione di Girone resta di “angosciosa preoccupazione”. Rimane detenuto a Nuova Delhi, “è in cima ai nostri pensieri e la sua condizione è molto critica”.
In una situazione di oggettiva difficoltà, il governo tergiversa e mostra in sostanza di non saper che pesci prendere. E su questa indeterminatezza le opposizioni vanno naturalmente a nozze. “Le parole di Gentiloni e Pinotti sui Marò alle commissioni Difesa e Esteri di Camera e Senato – ha  dichiarato il vicepresidente Fi del Senato Maurizio Gasparri – sono insufficienti e deludenti. Parlare di irritazione e di obbligo di reagire, richiamare l’ambasciatore in India per consultazioni non basta. Si invoca l’unità delle forze politiche, ma siamo stati fin troppo generosi evitando polemiche anche per favorire, come ci era stato chiesto dal governo, un positivo esito di questo autentico sequestro di persona. E ora, dopo questo drammatico fallimento, non possiamo firmare cambiali in bianco al governo. Esigiamo – ha proseguito Gasparri- un coinvolgimento preventivo ed esaustivo sulle scelte che ora si dovranno fare e che devono essere adeguate alla drammaticità della vicenda. Renzi si è  disinteressato ai Marò, pur avendo la guida della Ue. Inadeguata sia come ministro degli Esteri prima e ora nel ruolo europeo la modestissima Mogherini. Si poteva e doveva fare molto di più  nelle sedi internazionali. Siamo di fronte a una Caporetto – ha concluso il vice presidente del Senato – frutto della sostanziale inadeguatezza del governo, che deve cambiare atteggiamento, agendo ai livelli adeguati e con la determinazione necessaria. Renzi ha fallito anche su questo versante. Pensa di far tornare Latorre in India a gennaio? Follia inaccettabile così come il ricatto su Girone illegalmente sequestrato in India. Non vogliamo danneggiare la posizione dei nostri militari, rinnoviamo solidarietà alle famiglie, biasimiamo il fallimento del governo che ci dovrà rendere puntuale conto delle prossime mosse”.

“Ho volutamente disertato questa mattina la riunione delle commissioni riunite Esteri e Difesa con i ministri Gentiloni e Pinotti – ha dichiarato Ignazio La Russa, deputato di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale – perché ritengo che ormai non abbiano da comunicarci nulla di nuovo e di rilevante. Credo che occorra completamente cambiare marcia ed è da tempo che lo sosteniamo come Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale. Occorre mobilitare l’intero ‘sistema Italia’ e occorre far sentire alle organizzazioni internazionali, all’Europa, alla Nato e all’Onu il peso della pressione popolare di modo che il governo possa chiedere e ottenere interventi decisivi. In mancanza dobbiamo da subito cominciare ad abbandonare le missioni internazionali, anche a tutela dei militari che oggi operano senza la certezza di una copertura adeguata. “Peraltro – ha affermato Ignazio La Russa – non possiamo pretendere che siano le organizzazioni internazionali a risolvere il problema se non è l’Italia per prima a porlo con forza e con decisione. Il loro ragionamento logico è: ‘Se non si agita l’Italia perché dovremmo farlo noi?’. Intanto la politica di questo governo ci ha messi ancora di più all’angolo. Ci troviamo con uno dei due marò in Italia e l’altro in India che rischia di pagare conseguenze ancora più gravi per l’inevitabile e giusto mancato rientro in India di Latorre. Sarebbe bastato – conclude l’ex ministro della Difesa – non farli rientrare quando erano entrambi in Italia, mentre per decisione dell’allora governo Monti furono rispediti come pacchi postali a Nuova Delhi e l’unico che alzò la voce e si dimise fu il ministro degli Esteri Giulio Terzi di Sant’Agata”.

La condanna del Movimento 5Stelle è ancor più dura: “Siamo di fronte ad un governo di impostori che ha ingannato i nostri due marò. L’arbitrato internazionale non esiste; nonostante infatti le rassicurazioni dell’allora ministro degli Esteri Federica Mogherini (14 aprile), la procedura non é mai stata attivata. Lo ha candidamente ammesso oggi il ministro Gentiloni, parlando di semplice opzione sul tavolo. La decisione della Corte Suprema indiana che ha respinto le istanze di Latorre e Girone costituisce un’autentica vessazione nei confronti dei nostri due marò, e palesa il fallimento del semestre Ue a guida Renzi. Il castello di bugie è crollato. Oggi, per l’Italia, è un giorno triste e buio”, hanno affermato i parlamentari M5S.

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