Mafia Capitale, Mancini libero, gli altri no

Mancini_sliderOltre all’ex ad dell’Ente Eur, tornano in libertà Patrizia Caracuzzi ed Emanuela Bugitti

 

 

ROMA – Conferma della custodia in carcere, con l’aggravante mafiosa per Salvatore Buzzi, Giovanni De Carlo ed altri nove indagati nell’inchiesta di Mafia Capitale, torna in libertà Riccardo Mancini, ex ad dell’Ente, mentre Giovanni Fiscon, ex direttore generale Ama va ai domiciliari. Lo ha deciso il tribunale del riesame di Roma.

Il collegio presieduto da Bruno Azzolini ha confermato le misure restrittive (carcere e domiciliari, a seconda dei casi) per Buzzi, De Carlo, Carlo Maria Guarany, Matteo Calvio, Alessandra Garrone, Carlo Pucci, Mario Schina, Sergio Menichelli, Agostino Gaglianone, Paolo Di Ninno, e Claudio Caldarelli. Tornano in libertà, oltre a Mancini, Patrizia Caracuzzi ed Emanuela Bugitti. Disposti i domiciliari anche per Giuseppe Mogliani (era in carcere). Per Raniero Luci che era ai domiciliari c’è l’obbligo di presentazione.

Sempre oggi la Guardia di finanza di Roma ha sequestrato un patrimonio del valore di 100 milioni di euro riconducibile a Cristiano Guarnera, imprenditore arrestato nell’ambito dell’indagine su ‘Mafia Capitale’. Il provvedimento di sequestro riguarda, tra l’altro, quote societarie, 178 immobili e 3 terreni.

Non si placano nel frattempo le discussioni sulla natura stessa dell’art. 416 bis del codice penale sull’associazione mafiosa e il suo ambito di applicazione. Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, intervenendo alla presentazione del bilancio 2014 della Dia ha difeso la norma al di là di ogni ragionevole dubbio: “E’ fondata la configurazione del 416 bis nell’inchiesta Mafia Capitale condotta da un procuratore serio come Giuseppe Pignatone”. Il ministro ha anche criticato “l’approssimazione con cui si è parlato del 416 bis, come se qualcuno potesse ancora pensare che l’organizzazione mafiosa sia un club con sede a Corleone e con uomini con la coppola. La mafia – ha aggiunto – è metodo e cultura”.

La maxi inchiesta giudiziaria intanto riserva ogni giorno nuove sorprese, vere o presunte. Oggi qualcuno ha messo in giro voci su presunte intercettazioni relative all’inchiesta Mafia Capitale che riguarderebbero Maurizio Pucci, candidato ad entrare nella nuova giunta come assessore ai Lavori Pubblici. secondo le stesse fonti Salvatore Buzzi, intercettato, riferendosi a Pucci avrebbe detto: “Quello ruba per il partito ma tanta roba gli è rimasta attaccata”.

“Non ho alcun commento da fare”, ha detto il sindaco di Roma Ignazio Marino. “Per quanto riguarda le intercettazioni – ha aggiunto – se da un lato quando ero in parlamento ho sempre sostenuto che fosse uno strumento indispensabile, credo che debba essere utilizzato dai magistrati e non dai giornali per fare pettegolezzi cittadini”.

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