C’è il bando per la Città della scienza

Citta_scienza_sliderDopo oltre vent’anni si torna a parlare di un grande museo della scienza. Il 26 giugno la scelta del vincitore


ROMA – Potrebbe essere la volta buona. Sono almeno vent’anni che si parla di una Città della scienza nella Capitale. Una Commissione scientifica di esperti, guidata dal compianto Antonio Ruberti e successivamente da Carlo Bernardini, aveva già definito all’inizio del nuovo millennio le linee guida del progetto ed espletato il bando di gara per assegnare lo studio di fattibilità e la definizione dei contenuti del futuro Museo.

L’area sulla quale sarebbe dovuta nascere la Città della Scienza era quella del vecchio Gazometro all’Ostiense. Le trattative per l’acquisizione di 8 ettari di terreno furono avviate e “a breve”, era il 2001, partiranno il bando per individuare le forme organizzative della struttura gestionale e il concorso internazionale di architettura per la progettazione degli spazi del futuro Museo.

Oggi si ricomincia tutto d’accapo. Una nuova gara è stata bandita da Cdp Investimenti Sgr, che detiene anche la proprietà dell’area delle ex caserme di via Guido Reni al Flaminio. Il concorso di progettazione urbana riguarda la Città della Scienza, oltre a spazi pubblici e funzioni private prevalentemente residenziali e nasce dopo l’accordo raggiunto con l’amministrazione comunale.

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Più in particolare, il concorso prevede la progettazione urbana di un’area di 5,1 ettari, tra via Guido Reni e viale del Vignola. Alla struttura scientifica verranno riservati 27 mila metri quadrati, 29 mila andranno alle case, 6 mila alle residenze sociali, 5 mila a strutture commerciali e altrettanti alle strutture ricettive, senza dimenticare i 14 mila metri quadrati per spazi pubblici e a verde.

Il costo presunto di realizzazione del progetto è pari a 90 milioni di euro per le sole parti private, e non comprende la realizzazione della Città della Scienza e la sistemazione dell’area di 10 mila metri quadrati ad essa destinati. Il concorso di progettazione è stato articolato in due fasi: la prima, che si chiuderà il prossimo 26 febbraio, conterrà solo la candidatura con curriculum e proposta progettuale. La seconda fase invece sarà di progettazione da parte dei sei gruppi che saranno selezionati al termine della prima fase.

I concorrenti selezionati per il passaggio alla seconda fase dovranno a quel punto elaborare un progetto preliminare e un modello dei futuri edifici che sorgeranno a poche centinaia di metri dall’Auditorium e dallo stadio Flaminio. Il tutto entro il 26 giugno 2015. Nei 15 giorni successivi alla scadenza per la consegna degli elaborati i concorrenti saranno chiamati a illustrare alla giuria i criteri e le soluzioni adottate. E al termine dei lavori la giuria stessa renderà pubblico il progetto vincitore (nel riquadro la composizione della giuria).

Ai partecipanti selezionati che presenteranno il progetto verrà riconosciuto un rimborso di 24.000 euro comprensivo di oneri e tasse. Al vincitore sarà conferito un incarico per la redazione del masterplan dell’area interessata dal Concorso.

Il sindaco Marino si è affrettato a saltare sul carro del progetto. “La grande ristrutturazione dell’area delle ex caserme di via Guido Reni – ha dichiarato con grande tempismo – con la realizzazione del Museo della Scienza e di una parte di abitazioni e servizi per il quartiere, arriva ad un passaggio fondamentale come quello del bando internazionale. E’ davvero, per qualità e dimensioni, una operazione da paragonare al Beaubourg frutto dell’impegno mio e di Roma Capitale. Ho lavorato col ministero della Difesa e grazie anche ad una idea forte come quella del Museo della Scienza, Roma è riuscita ad avere le caserme a tempo di record e a mettere in campo gli strumenti urbanistici e progettuali, grazie anche all’impegno dell’assessore Caudo. Ora siamo ad una svolta capace di cambiare il volto di un quadrante della città importante anche per la presenza dell’Auditorium e del Maxxi. Quando diciamo che Roma può cambiare volto parliamo proprio di questo: della capacità di lavorare con le istituzioni, di varare progetti credibili, capaci di mobilitare risorse anche private. Il tutto per migliorare la vita dei romani. Il Museo della Scienza e il nuovo quartiere che sorgerà in quest’area saranno un fiore all’occhiello per la Roma del nostro immediato futuro”.

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