Sempre grave lo stato della giustizia

Orlando_AndreaQualcosa comunque si muove. Le pendenze civili scese sotto i 5 milioni. Accelerazione dei tempi del processo

 

 

ROMA – Intervenendo stamattina alla Camera, il guardasigilli Andrea Orlando ha presentato il rapporto sull’amministrazione della giustizia nel 2014 e le linee di intervento che ispirano l’azione del Ministero e del Governo.

“Abbiamo deciso – ha detto Orlando – di partire dalla giustizia civile, poiché essa rappresenta il terreno di contatto quotidiano tra il cittadino e l’amministrazione della giustizia e la sua inefficienza pesa in maniera decisiva e diretta sul crollo del senso di legalità, sulla sfiducia nel sistema giudiziario e nei vari soggetti che compongono la giurisdizione. Inoltre nella grave crisi economica in cui ci troviamo, dobbiamo avere l’ambizione di rimuovere tutte quelle inefficienze che diventano un ostacolo alla libera iniziativa dei cittadini e delle imprese. Comunque l’analisi dei fascicoli pendenti al 30 giugno 2014, evidenzia un volume di procedimenti pari a 4.898.745, con un calo del 6,7% dei fascicoli aperti alla stessa data dell’anno precedente.

Sempre nell’ottica di rendere efficiente la giustizia civile, sono state adottate misure per disincentivare il ritardo nei pagamenti e le liti temerarie, attraverso l’aumento del saggio di interessi in pendenza di giudizio, e la tassatività dei casi di compensazione delle spese di lite. Il governo si muove lungo quattro fondamentali linee:

1) specializzazione dell’offerta di giustizia, attraverso l’ampliamento delle competenze del tribunale dell’impresa, e l’istituzione del tribunale della famiglia e delle persone;
2) accelerazione dei tempi del processo civile, razionalizzando i termini processuali, semplificando i riti, dando un ruolo centrale alla prima udienza, potenziando il carattere impugnatorio dell’appello, accelerando i tempi del giudizio in Cassazione, mediante un uso più diffuso del rito camerale;
3) introduzione del principio di sinteticità degli atti di parte e del giudice;
4) adeguamento delle norme processuali al processo civile telematico.

L’obbligatorietà del processo civile telematico, a partire dal 30 giugno 2014, ha costituito certamente una delle più importanti novità dell’anno passato. I risultati ottenuti nell’anno in corso sono assolutamente positivi, con 1.206.199 i depositi degli avvocati e altri professionisti, con un incremento percentuale rispetto all’anno precedente del 400%; 1.582.199 i depositi dei magistrati nel 2014, di cui oltre 140 mila sono sentenze digitali; significativa riduzione dei tempi per l’emissione dei decreti ingiuntivi (-60% a Roma, -51% a Catania, -43% a Milano).

In materia penale l’azione del governo nell’ambito della giustizia penale è stata in primo luogo indirizzata al potenziamento degli strumenti di contrasto alle più gravi forme di criminalità, in special modo al fenomeno mafioso, ai reati economici, e da ultimo, con eccezionale urgenza e gravità, si è riproposto il tema del potenziamento dei meccanismi di prevenzione e repressione del terrorismo internazionale.

Particolarmente sentita è l’esigenza di un più efficace contrasto alla corruzione, fenomeno criminale che le inchieste giudiziarie dimostrano aver raggiunto dimensioni intollerabili, anche per il suo intreccio con strutture organizzate di tipo mafioso.

Sono state, inoltre, proposte modifiche alla normativa sostanziale e processuale finalizzate al completamento dell’apparato di prevenzione e repressione delle più gravi forme di criminalità anche economica, mediante l’inasprimento delle pene per i delitti di associazione per delinquere di stampo mafioso ed il potenziamento del cruciale strumento della c.d. confisca per equivalente. Quest’ultimo strumento è stato esteso anche nei confronti di terzi e nei casi di estensione di reato per qualsiasi causa si applica agli eredi. L’esigenza di rafforzamento del contrasto al fenomeno dell’illecita accumulazione di ricchezza ha trovato una prima, fondamentale espressione nell’introduzione del delitto di auto riciclaggio, che è già legge dello Stato.

Infine in tema carcerario, la nuova strategia, frutto del lavoro degli ultimi Governi e del Parlamento, va incontro alle raccomandazioni del Consiglio d’Europa in favore delle sanzioni di comunità, pene che non contemplano soltanto la segregazione del condannato dal consorzio civile, ma che hanno anche l’obiettivo di recuperare il rapporto e la relazione tra l’autore del reato e il contesto sociale.

Al 31 dicembre 2014 i detenuti presenti nelle carceri italiane erano 53.623, dato oramai stabilizzato da qualche mese. A dicembre del 2013 erano 62.536, mentre al momento della condanna da parte della Corte europea erano oltre 66.000 e nel corso del 2010 si erano registrate quasi 70.000 presenze. Contemporaneamente sono aumentate le misure alternative alla detenzione sino ad arrivare al 31dicembre 2014 a 31.962. A fronte della consistente diminuzione dei detenuti, realizzata con le modalità che ho descritto, va evidenziato l’aumento della capienza delle carceri che, al 31 dicembre 2014, ha raggiunto i 49.635 posti. Nelle prossime settimane saranno indetti gli Stati Generali sul carcere, cui chiamerò a partecipare tutte le energie istituzionali e sociali necessarie per avviare un profondo processo di cambiamento.

Per quanto riguarda la responsabilità civile dei magistrati, dai dati dell’Avvocatura dello Stato raccolti dalla prima applicazione della legge, sino alla fine del 2010 risultava che sulle 400 cause proposte solo 34 avevano superato il vaglio di ammissibilità e di quest’ultime 34, ne erano state decise 18, tra cui solo in 4 casi vi era stata condanna dello Stato. Sono numeri che parlano chiaro e che rivelano un obiettivo deficit di effettività nella tutela dei cittadini lesi dall’esercizio dell’attività giudiziaria. Da qui la ricerca di un giusto equilibrio, che garantisca la più ampia ed effettiva tutela del cittadino da parte dello Stato, e che invece faccia azionare la rivalsa nei confronti del magistrato, nei casi di sua negligenza inescusabile o dolo.

Potrebbero interessarti anche