Totoquirinale: le quote dei bookmaker

Ippica-trotto-sliderChi sale e chi scende nelle quotazioni delle agenzie. Il volume delle scommesse cresce ogni giorno

 

 

ROMA – La gara per il Quirinale, a dieci giorni dal colpo di pistola dello starter, si fa appassionante. I “cavalli” iscritti alla corsa sono al paddock e hanno iniziato il riscaldamento. I bookmakers inglesi sono scatenati e le loro quotazioni cambiano di ora in ora (non si sa bene in base a quali parametri).

All’inizio di gennaio, cioè appena quindici giorni fa, il sito PaddyPower prendeva in considerazione 25 nomi diversi. In testa c’era Romano Prodi che veniva dato eletto con una quota di 7 a 1. Al secondo posto Stefano Rodotà (8 a 1), seguito da Emma Bonino, Massimo D’Alema e Walter Veltroni, tutti e tre dati a 10 contro 1. Draghi era distanziato a 16 e Berlusconi a 25. Nella tabella 1 l’elenco completo dei concorrenti con le relative quotazioni.

Tabella_quirinale_1

L’autorevole bookmaker britannico Stanleybet alla prima uscita quotava come favorito l’ex premier Romano Prodi, dandolo a 3.50 contro 1, seguito abbastanza da vicino da un altro esponente di rilievo del centrosinistra, l’ex sindaco di Roma Walter Veltroni, offerto a 5.00.

Quattro nomi di notevole peso istituzionale erano al terzo posto, tutti quotati a 10.00: il giurista Stefano Rodotà, la senatrice del PD Anna Finocchiaro e il sindaco di Torino Piero Fassino e Piero Grasso, attuale Presidente del Senato e Presidente supplente dopo le dimissioni di Napolitano. Un’altra donna si faceva strada tra i papabili, Roberta Pinotti, puntando sul fattore sorpresa: il ministro della Difesa era data a 13.00 dagli allibratori di Liverpool.

Un terzetto di politici di grande esperienza seguiva a 15.00: gli ex Presidenti del Consiglio Giuliano Amato ed Enrico Letta e Pierluigi Castagnetti, l’ultimo segretario del Partito Popolare Italiano. Massimo d’Alema, altro storico rappresentante del centrosinistra italiano, era offerto a 18.00, mentre la nomina di uno tra Pierferdinando Casini, Dario Franceschini, Sergio Mattarella, Mario Monti o Gianni Letta valeva 25.00 volte la posta in gioco.

L’ex ministro della Giustizia, Paola Severino, era a quota 30.00, seguita dall’attuale ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, offerto a 35.00. Più lontani tutti gli altri, tra cui Pier Carlo Padoan, Luca Cordero di Montezemolo (pagati a 50.00), Silvio Berlusconi e Mario Draghi a 60.00. Infine, per un generico “altri nomi”, la quota nella lavagna degli allibratori d’oltremanica era 5.00.

Ma nel giro di poco più di una settimana gli allibratori ci ripensano. Fuori gioco Prodi, “scaricato” anche da M5S e oscurata nel giro di 48 ore la stella di Veltroni, i bookmaker di Stanleybet  aggiornano con cadenza quotidiana  il borsino dei candidati. E nel nuovo tabellone la società inglese di raccolta delle scommesse dà come favorito Pierferdinando Casini.

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Pur considerando che, come per i sondaggisti, anche i bookmaker ci azzeccano raramente, l’ex presidente della Camera, considerato ma sempre un outsider nelle  competizioni importanti, qualche chance questa volta forse la potrebbe avere. Dopo infatti un paio d’anni di low profile (è presidente della Commissione Affari Esteri del Senato, un ruolo istituzionale e “bipartisan”, ma abbastanza defilato), anche Angelino Alfano ha chiesto a Renzi di proporre un nome di centrodestra. E visto che di nomi presentabili in Forza Italia e Ncd non ce ne sono molti, ecco spuntare Casini.

Stanleybet dunque accetta scommesse su Pierferdy al Quirinale e paga 5 volte ogni euro puntato su di lui. Al “picchetto” dopo di lui, viene il trio istituzionale, Prodi-Grasso-Amato, dato a 8 contro 1. Seguono tutti gli altri (tabella 2).

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