Qe, tanto tuonò che piovve

Draghi_Mario_slider_bisLa Bce ha deciso l’acquisto di titoli per 60 miliardi al mese fino a settembre 2016. All’Italia spetteranno 7,38 miliardi

 

 

ROMA – La Bce ha finalmente preso la tanto attesa decisione: comprerà titoli per 60 miliardi al mese fino a fine settembre 2016, e “comunque fino a quando non vedremo un deciso miglioramento nell’andamento dell’ inflazione” coerente con l’obiettivo di un andamento dei prezzi vicino al 2%. E’ quanto ha detto Mario Draghi nella conferenza stampa al termine dei lavori del direttorio.

La Bce ha deciso di lanciare da marzo il quantitative easing, cioè un “vasto programma di acquisti di titoli” sulla base della quota dei vari paesi nel suo capitale. Essendo l’Italia il quarto sottoscrittore con il 12,31 per cento del capitale della Bce (dopo la Bundesbank 17,99%, la Bank of England 14,51%, la Banque de France 14,17%), la Banca centrale europea acquisterà ogni mese titoli del debito pubblico italiano per 7,38 miliardi.

I rischi dei titoli comprati dalla Bce saranno condivisi solo nel caso di quelli europei, con una quota del 20% sul totale. “Sono rimasto molto sorpreso che il tema della condivisione dei rischi sia diventato il più importante” nella discussione sul Qe, ha affermato Draghi. La Bce in sostanza non condividerà i rischi su gran parte dei titoli che comprerà, lasciandoli alle banche centrali nazionali.

Quantitative_easing

La Bce “ha un doppio limite” negli acquisti di titoli, pari al 33% per il debito di ciascun emittente e al 25% per ciascuna emissione, ha proseguito Draghi, spiegando il funzionamento del QE. “Si tratta di un programma molto grande, e abbiamo tenuto conto delle preoccupazioni” di alcuni Paesi decidendo di non condividere i rischi su tutti i titoli che la Bce comprerà.

Il consiglio della Bce è stato “unanime” sul fatto che il Qe sia un vero strumento di politica monetaria mentre sulla necessità di lanciarlo “adesso” è stato deciso “a larga maggioranza”, ha sottolineato Draghi. Il presidente della Bce ha inoltre escluso che le cedole sui titoli di Stato che verranno comprati dalle banche centrali nazionali possano essere utilizzate in futuro per un alleggerimento nei bilanci nazionali. “Sono d’accordo che alcuni effetti del QE sono già prezzati dai mercati, ma solo una parte. C’è differenza fra aspettative e annuncio effettivo”.
Bce comprerà bond Grecia solo con piano Troika – “Non c’è alcuna eccezione per la Grecia”. C’è una deroga, che consente di comprare titoli con rating speculativo ma solo in presenza di un programma di assistenza. Lo ha precisato Draghi.

Merkel, politici non si distraggano su riforme  – “Qualunque sia la decisione della Bce i politici non devono distrarsi dal prendere i passi necessari per assicurare la ripresa”. Lo afferma il cancelliere tedesco Angela Merkel sottolineando di “rispettare l’autonomia” della Bce nel suo intervento al Wef, qualche minuto prima che Eurotower comunicasse l’intervento di Qe.

“Ci sono sforzi di riforme anche in Italia, finalmente ed è un segnale importante il fatto che Renzi sia stato qui”. Così Merkel riferendosi alla necessità delle riforme per la ripresa europea.

Oltre all’importante decisione del quantitative easing, la Bce ha lasciato i principali tassi di rifinanziamento fermi allo 0,05%. Ai minimi storici i tassi dei titoli di Stato di Italia, Francia, Spagna e Irlanda dopo la decisione della Bce. Il rendimento del Btp a 10 anni è sceso all’1,579%, quello del Bonos spagnolo fino all’1,41%, quello dell’Oat francese allo 0,602% e quello del Bond irlandese all’1,145%.

La Banca Centrale Europea ha varato finalmente il quantitative easing (Qe), il piano di acquisti di titoli di Stato mirato a far risalire l’inflazione nell’Eurozona e a rilanciare domanda e crescita. Il programma è stato annunciato dal presidente Mario Draghi al termine della riunione odierna di politica monetaria.

Quantitative easing significa letteralmente ‘allentamento quantitativo’ e viene ritenuto l’arma finale a disposizione della Banca centrale europea dopo le misure extra su Abs e covered bond, o i maxi finanziamenti Ltro e Tltro. In sostanza, la banca diventa acquirente di beni (generalmente titoli di Stato) con denaro creato “ex-novo” per stimolare la crescita economica. Il Qe serve infatti a inondare il sistema di liquidità attraverso l’acquisto massiccio di titoli di Stato e altre attività  finanziarie dalle banche per immettere denaro fresco nell’economia europea, incentivare i prestiti bancari verso le imprese e far crescere l’inflazione.

La Bce ha optato per un QE iniziale da 60 miliardi al mese fino a settembre 2016, lasciando la porta aperta a ‘tranche’ successive. L’operazione dovrebbe creare in pochi mesi 1.000 miliardi di euro di moneta, con un conseguente deprezzamento dell’euro per via dell’aumento del quantitativo in circolazione, e creazione di inflazione. Altro effetto è l’abbassamento del costo dei prestiti: l’acquisto da parte della banca dovrebbe far aumentare la domanda dei titoli e, allo stesso tempo, ridurne i costi, facilitando così l’accesso al credito.

Il Qe è ampiamente utilizzato dalla Federal Reserve, la banca centrale degli Stati Uniti che dopo la crisi dei mutui subprime e il crack di Lehman Brothers ha varato ben tre edizioni del programma. La Banca d’Inghilterra sta portando avanti stabilmente un piano di acquisti da 375 miliardi di sterline e la banca del Giappone ha recentemente ampliato il proprio programma portandolo a 91 mila miliardi di yen.

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