Cade l’utile 2014 del gruppo Eni

Pozzi_petroCiò nonostante il Cda delibera un dividendo superiore a quello del 2013. L’ad parla di ‘risultati di esercizio eccellenti’

 

 

ROMA – Pesante caduta dell’utile netto di Eni nel 2014: 1,33 miliardi, contro i 5,1 miliardi del 2013. Poi in effetti se si guarda alla cifra “adjusted”, cioè in assenza di componenti straordinarie non ricorrenti (per esempio svalutazioni o rivalutazioni dell’avviamento, delle scorte di magazzino, ecc.), le cose vanno un po’ meglio: 3,71 miliardi (-16%).

In queste condizioni non si spiega come il Cda dell’Eni possa proporre all’assemblea degli azionisti la distribuzione di un dividendo di 1,12 euro per azione (1,10 nel 2013), di cui 0,56 già distribuiti nel settembre 2014 a titolo di acconto (il dividendo a saldo di 0,56 per azione sarà messo in pagamento dal 20 maggio 2015 con stacco cedola il 18 maggio). Per soddisfare l’avidità dei fondi d’investimento, che messi insieme ormai detengono la maggioranza del capitale della public utility italiana, con ogni probabilità bisognerà mettere mano alle riserve.

Al di là della caduta del prezzo del petrolio, nel 2014 la produzione di idrocarburi da parte dell’Eni è stata pari a 1,648 milioni di barili al giorno, in crescita del 6,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Per l’intero 2014 la produzione è invece pari a 1,6 milioni di barili, in aumento dello 0,6%. Le vendite di gas naturale sono invece diminuite del 7,3% a 23,7 miliardi di metri cubi “in uno scenario caratterizzato dalla debolezza della domanda e dalla perdurante pressione competitiva”.

Ciò nonostante l’amministratore delegato del gruppo Descalzi ha parlato di risultati eccellenti, con una generazione di cassa record: “Nel quarto trimestre, in presenza di un contesto di mercato sfavorevole, Eni ha ottenuto eccellenti risultati ed una generazione di cassa record negli ultimi sei anni”.. Il cash flow operativo del trimestre è pari 5,37 miliardi (+69%) e 15,09 miliardi nel 2014 (+37%).

Per quest’anno Eni prevede una produzione di idrocarburi in crescita rispetto al 2014 a parità di effetto prezzo grazie all’avvio di nuovi giacimenti e al ramp-up di quelli avviati nel 2014 in particolare in Angola, Congo, Regno Unito, Stati Uniti e Norvegia. Le vendite di gas invece sono previste stabili rispetto al 2014 escludendo l’effetto della cessione degli asset in Germania e a parità di condizioni climatiche.

“Nel 2015 – informa una nota del gruppo – il management prevede iniziative di ottimizzazione e riprogrammazione dei progetti d’investimento con conseguente riduzione dello spending rispetto al 2014 (12,2 miliardi di euro l’ammontare degli investimenti tecnici e 0,4 miliardi quello di investimenti finanziari del consuntivo 2014) in risposta al trend ribassista del prezzo del petrolio; tali azioni avranno un impatto nel complesso limitato sui piani di crescita delle produzioni a breve e medio termine”.

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