Esposizione universale Roma. Dal fascismo agli anni ’60

Eur

La mostra ripercorre le vicende del quartiere Eur attraverso passaggi fondamentali che ne hanno segnato la sua formazione e trasformazione

 

 

Nel 1942 Roma avrebbe dovuto ospitare la E42, una Esposizione Universale ideata per celebrare il fascismo nel ventennale della sua conquista del potere. Secondo il progetto originale l’Esposizione avrebbe accolto tutti i paesi del mondo e riservato all’Italia una sezione composta da edifici permanenti, primo nucleo di un quartiere a venire. Lo scoppio della seconda guerra mondiale bloccò i lavori e solo dagli anni ’50 in poi il quartiere, rimasto abbandonato, fu trasformato nell’attuale zona direzionale e residenziale.

In occasione dell’EXPO di Milano, il Museo dell’Ara Pacis ospita, dal 12 marzo al 14 giugno 2015, la mostra “Esposizione Universale Roma. Una città nuova dal fascismo agli anni ‘60” che intende ripercorrere la storia dell’Eur, nato come simbolo della monumentalità fascista e divenuto espressione del miracolo economico degli anni ’60.

La mostra è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Turismo – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali; EUR S.p.a.; EXPO in collaborazione con Istituto Luce Cinecittà e Teatro di Roma ed è a cura di Vittorio Vidotto. L’allestimento è stato ideato dall’architetto Carlo Lococo. Organizzazione di Zètema Progetto Cultura.

Grazie ad un ricco apparato d’immagini, disegni, fotografie, modelli, filmati e documentari, il percorso espositivo narra le vicende dell’Eur attraverso alcuni passaggi fondamentali che ne segnano la sua formazione e trasformazione. In mostra sono esposte oltre cento opere provenienti da diversi archivi e fondazioni. Al centro del percorso espositivo si trova il fondamentale nucleo composto da 25 opere provenienti dal Massimo & Sonia Cirulli Archive.

I filmati montati per la mostra, selezionati dal vasto e prezioso patrimonio audiovisivo dell’Archivio Storico Luce, testimoniano e documentano attraverso la ‘presa diretta’ delle immagini in movimento, la storia del quartiere e la sua trasformazione urbanistica: dai primi cantieri della mancata esposizione fino alla costruzione del Palazzo dello Sport e del Velodromo destinati alle manifestazioni sportive delle Olimpiadi del 1960. Esposte in mostra anche spettacolari immagini e prospettive diverse sull’Eur di grandi fotografi contemporanei: Oscar Savio, Franco Fontana, Hans-Christian Schink, Andrea Jemolo e Fabrizio Ferri e alcuni estratti di film girati all’Eur dal dopoguerra agli anni ’60 (Roma città aperta; La dolce vita; Le tentazioni del Dottor Antonio; Il Boom; La decima vittima).

Tre le sezioni espositive attraverso le quali si snoda il racconto della nascita dell’Eur.

La prima parte della mostra affronterà le premesse al progetto dell’E42, le ragioni dell’Esposizione, la scelta del sito, il succedersi dei progetti per gli edifici permanenti e le vicende concorsuali relative al programma architettonico e artistico, fino ad arrivare all’avvio delle prime costruzioni. Interrotti i lavori a causa della guerra quando solo uno degli edifici poteva dirsi completato, mentre pochi altri, tra cui quello noto come il Colosseo Quadrato, dovevano ancora essere ultimati, l’Eur cadde in uno stato di abbandono.

La seconda parte pone l’attenzione sul periodo post bellico durante il quale il destino del nuovo quartiere rimase incerto tra occupazioni delle truppe tedesche e poi alleate, ricovero di profughi e sfollati e le difficoltà di riprendere un progetto così profondamente segnato dall’impronta fascista.

La rinascita e la trasformazione dell’Eur sono, infine, oggetto della terza parte della mostra. Agli inizi degli anni ’50 il governo decise di avviare la ripresa dei lavori all’Eur. Nel giro di un decennio, con l’appoggio della Dc, del mondo degli imprenditori e contemporaneamente sottraendosi ai tentativi di controllo del Comune, l’EUR fu trasformata da una scenografica distesa di edifici incompiuti e abbandonati nel più moderno e organizzato quartiere di Roma. Qui confluirono sedi di ministeri, enti di previdenza e grandi società, mentre la vendita dei terreni favorì la nascita di un ampio settore di edilizia residenziale e contribuì a finanziare il completamento degli edifici del progetto originario. Tale imponente opera avveniva sotto la guida di Virgilio Testa, già segretario del Governatorato in epoca fascista e ora nominato commissario dell’Ente Eur. Invece, la progettazione urbanistica, contestualmente all’importante decisione di destinare l’Eur allo svolgimento di parte delle Olimpiadi del ’60, tornava nelle mani di Marcello Piacentini, il più autorevole tra gli architetti del fascismo e l’autore del piano definitivo dell’E42.

Nel 1948 l’affascinante storia dell’Eur ispirò anche Luigi Squarzina nella scrittura del dramma L’esposizione universale, un testo inedito in Italia che verrà presentato a giugno dal Teatro di Roma con la regia di Piero Maccarinelli. E proprio in sinergia con il Teatro di Roma sono nati sei incontri di approfondimento multidisciplinare sulla storia dell’Eur tra gli anni ’40 e ‘60, che si svolgeranno dal 19 marzo al 21 maggio al Teatro Argentina e all’Auditorium dell’Ara Pacis.

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