Immigrazione, le guasconate di Renzi

Immigrati_sliderMagro bilancio dell’iniziativa italiana nella riunione del Consiglio europeo. Porte chiuse dagli altri paesi Ue

 

 

ROMA – L’ordine del giorno del Consiglio europeo convocato su iniziativa italiana in seduta straordinaria per affrontare il drammatico tema dell’immigrazione e delle tragedie nel Mediterraneo era assai nutrito. Si trattava infatti di decidere le misure da prendere per frenare i flussi di disperati che dalla Libia attraversano ogni giorno a migliaia il canale di Sicilia; per sollevare l’Italia dai costi della missione umanitaria; soprattutto per dividere tra tutti i paesi europei il peso dell’accoglienza dei migranti.

Sappiamo come è andata. L’unico risultato concreto è stato il rifinanziamento della missione Triton con 9 milioni di euro al mese e la dotazione di maggiori mezzi: la Germania invierà due fregate nei prossimi giorni, il Belgio offrirà una nave e supporto satellitare, l’Irlanda una nave equipaggiata, la Gran Bretagna una nave della Royal Navy, altre due imbarcazioni per il pattugliamento e tre elicotteri.

Per le altre questioni scottanti sul tappeto, nulla. Il sistema di accoglienza dei profughi richiedenti asilo resta su base volontaria. Anzi Cameron, per sgombrare il campo da qualsiasi equivoco, ha detto chiaro e tondo: “Siamo pronti ad inviare le nostre navi, ma le persone salvate devono essere portate nel paese sicuro più vicino, probabilmente l’Italia, e che non chiedano asilo nel Regno Unito”. E Renzi ha subito alzato le mani: “Del resto, nessuno può d’imperio obbligare gli altri stati membri a fare ciò che non vogliono”.

Sbarchi

Nessuna decisione poi sull’altra questione cruciale della missione di politica europea di sicurezza e difesa comune che dovrebbe colpire gli “scafisti-schiavisti”, come li chiama Renzi, e distruggere le imbarcazioni prima che salpino. Viste le difficoltà obiettive e le divergenze strategiche fra i vari Stati si è preferito rimandare il tutto, affidando all’Alto Rappresentante della politica estera europea,  Federica Mogherini, il mandato di lavorare ad un progetto per convincere tutti gli Stati Ue e passare poi la palla all’Onu. E mentre a Bruxelles “consulitur” a Tripoli il governo non riconosciuto dalla comunità internazionale manda a dire minacciosamente che non accetterà bombardamenti europei sul proprio territorio.

Non ci sarebbe nulla di male a riconoscere che l’iniziativa italiana, più che giustificata sotto tutti i punti di vista, non ha avuto il successo sperato. Gli egoismi, gli interessi elettorali, la mancanza di qualsiasi solidarietà tra i membri dell’Unione hanno prevalso ancora una volta. Anzi, paradossalmente, la situazione di oggi per l’Italia è quasi peggiore di quella di ieri, fatta eccezione per il solo costo economico della missione.

Non siamo stati infatti autorizzati a distruggere i barconi dopo aver preso a bordo i profughi, né tanto meno andare a colpirli nei porti di partenza. Le navi di Triton dovranno recuperare i fuggiaschi dalle guerre e dalla fame al limite delle acque territoriali italiane moltiplicando quindi i rischi e le probabilità di nuove tragedie del mare. Last but not least, la flotta multinazionale di navi scaricherà nei nostri porti probabilmente un numero ancora maggiore di rifugiati, mentre un gruppo di tecnici stranieri provvederà alle operazioni di fotoriconoscimento dei nuovi arrivati (i partner europei non si fidano delle nostre procedure di segnalamento).

Non ci sarebbe nulla di male, abbiamo detto, se non fosse per l’ennesima guasconata del nostro “piccolo principe” che all’uscita del Consiglio europeo si è affrettato a dichiarare che “quello che è accaduto oggi è un gigantesco (sì, ha detto proprio così, gigantesco, ndr) passo in avanti non per l’Italia ma per l’intera Europa”.

Beh, si sa come è fatto Renzi, un po’ fanfarone e un po’ millantatore, vuole solo épatè les bourgeois con i suoi cinguettii. No, non è così, più passa il tempo e più le sue spacconate non incantano più nessuno. Come gli italiani, oppressi da un carico fiscale esagerato, non credono più al suo “per la prima volta non abbiamo messo le mani in tasca ai contribuenti”, così gli operai della Indesit licenziati dalla Whirlpool si domandano se “questa è l’operazione fantastica di cui parlava Renzi?”, così i boat people che attraversano il Mediterraneo lottando contro gli stessi flutti, gli stessi schiavisti e gli stessi centri di accoglienza al collasso, si chiederanno in che cosa consiste il “gigantesco passo in avanti” dell’Europa.

Nessuno, tanto meno Renzi, può permettersi di fare battute indegne sulla disperazione di tanta gente.

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