Guerra sul Centro agroalimentare di Fondi

Mercato_ortofrutticoloBraccio di ferro tra Comune e Regione sul futuro del mercato. Al centro del contenzioso l’assetto proprietario

 

ROMA – Il sindaco di centrodestra di Fondi, Salvatore De Meo, insieme ai consiglieri regionali di Forza Italia Aurigemma, Simeone e Abbruzzese, ha incontrato oggi una delegazione di operatori del Mercato Ortofrutticolo di Fondi, per chiarire quale sia effettivamente la situazione in cui versano le società Mof e Imof e soprattutto quale sarà il ruolo che il Comune intende assumere di concerto con la Regione Lazio. In questo momento la situazione è particolarmente delicata, per una serie di complicazioni che hanno di fatto bloccato il quadro economico-finanziario sottostante il progetto di ampliamento e ammodernamento del mercato ortofrutticolo.

Secondo il sindaco, i 21 milioni di euro di cui si parla in questi giorni, che la Regione Lazio deve erogare alla società Imof, non sono “nuovi finanziamenti” come qualcuno ha detto, bensì somme anticipate negli anni precedenti dai privati per la ristrutturazione della parte del vecchio mercato, di proprietà della Regione.

Su queste somme la Regione aveva già assunto l’impegno alla restituzione fino a quando ne ha messo in discussione la liquidazione in ragione della pretesa di un canone di concessione, inizialmente concordato in 100 mila euro annui e successivamente quantificato unilateralmente in oltre 1 milione di euro annui.

Su tale rimodulazione si è aperto un contenzioso affidato ad un lodo arbitrale, che ha determinato il relativo canone da versare alla Regione da parte di Imof per un importo di 340 mila euro annui, e per il quale pende un ricorso della stessa società. Alla luce di ciò le autorità comunali ribattono che non si riscontra alcun nuovo impegno da parte della Regione Lazio, che si è limitata a condividere un nuovo piano industriale che la vede comunque come socio minoritario.

La Regione replica oggi con un comunicato al vetriolo in cui si ribadisce che l’impegno della Regione Lazio nei confronti del Mof di Fondi “non è mai venuto meno, come invece sostengono alcuni consiglieri di Forza Italia. La Regione Lazio ha in questi due anni lavorato perché si creassero tutte le condizioni per far crescere il Mof. La giunta Zingaretti, inoltre, si è impegnata con una memoria a sostenere il rilancio del Centro agroalimentare rispettando quanto stabilito dal lodo arbitrale per la parte di competenza regionale.

“Da parte invece del Mof, ad oggi, non è mai arrivata la rinuncia all’impugnativa del lodo necessaria per porre fine al contenzioso. Nuove prospettive per un centro così importante possono arrivare soltanto se viene presentato il piano industriale di rilancio, mai approvato, e se si definisce un sistema di governance della società nuovo e più efficace, a cominciare da un ricambio del Cda e del management. Peraltro, in una lettera inviata di recente ai soci da parte degli assessorati competenti la Regione ha fatto presente di poter approvare in tempi brevi le linee strategiche subordinatamente all’accettazione del lodo”.

La verità che sembra emergere dal contenzioso in atto non riguarda tanto l’ammontare del canone o la rinuncia al ricorso, quanto piuttosto l’assetto proprietario del grande mercato ortofrutticolo. Il sindaco stesso riconosce di aver più volte sollecitato la Regione Lazio “ad assumere un ruolo guida nell’ambito del sistema Mof, rivedendo una governance nella quale, pur riconoscendo il ruolo dei privati, i soci pubblici – e pertanto anche il Comune di Fondi – devono assumere una funzione di proposizione al fine di un vero rafforzamento della struttura, così come già avvenuto per la Regione nel corso degli anni nel Centro Agroalimentare di Roma”.

Nonostante le smentite della Regione e gli atti conseguenti che non legittimano alcun passo indietro, a Fondi si teme che la Regione possa dismettere la sua partecipazione all’interno del Mof, rinunciando di conseguenza a qualsiasi proposito di valorizzazione e rilancio del mercato. Propositi, secondo alcuni, contenuti nel disegno di legge regionale sul commercio, in corso di discussione alla Pisana, nel quale si anniderebbe il pericolo che il Centro Agroalimentare di Fondi possa essere annesso a quello di Roma.

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