Cdp, le Fondazioni tifano Bassanini

Cdp_sliderLe 64 azioniste hanno dato mandato al presidente di trattare con il governo ruolo e mission della Cassa

 

 

ROMA – Mentre si continua a parlare di una imminente sostituzione dei vertici di Cdp, le Fondazioni al termine della riunione di oggi danno mandato al presidente Giuseppe Guzzetti di trattare con il governo il ruolo futuro e la mission della Cassa depositi e prestiti e sostengono il ruolo dell’attuale presidente della Cassa, Franco Bassanini, ricordando che la sua nomina per statuto dipende da loro.

E’ quanto riferiscono a Reuters due fonti vicine alla situazione al termine della riunione di oggi dell’Acri, dalla quale si attendeva una parola dirimente sul futuro dei vertici di Cdp, in scadenza nell’aprile del 2016.

“Al termine dell’incontro delle 64 fondazioni azioniste di Cdp è stato dato mandato al presidente Giuseppe Guzzetti di incontrarsi con l’azionista di riferimento ed eventualmente con il presidente del Consiglio per avere un chiarimento su quale ruolo si intenda dare alla Cassa depositi e prestiti”, hanno detto le fonti.

Secondo le fonti, “nell’incontro le fondazioni hanno ribadito l’apprezzamento per il ruolo che sta svolgendo il presidente Bassanini ed è stato ribadito che l’indicazione del presidente per statuto spetta alle Fondazioni”.

Secondo diverse indicazioni apparse in questi giorni sulla stampa, sembrava quasi certa la nomina di Claudio Costamagna alla presidenza in tandem con Fabio Gallia, amministratore delegato. Dopo la riunione delle fondazioni bancarie invece si sarebbe tornati in alto mare.

Sui motivi che avrebbero spinto il presidente del consiglio ad accelerare il ricambio (l’attuale consiglio di amministrazione dovrebbe scadere con l’approvazione del bilancio 2015, quindi nella prossima primavera), e di cui ora si dovrà discutere con le fondazioni, le voci sono tante, da una diversa valutazione sulla vicenda Metroweb (poco probabile, perché il governo non ha visto affatto di cattivo occhio il pressing di Cdp su Telecom Italia ) a una divergenza sul perimetro di business di Sace, ormai controllata interamente da Cdp (il governo voleva che la società non si limitasse a garantire gli investimenti verso l’estero ma li finanziasse anche, trasformando Sace in una vera e propria banca), fino all’ipotizzato intervento della Cassa nel salvataggio dell’Ilva (che, nonostante la moral suasion dell’esecutivo, non ha mai convinto Cdp).

Un cambio di indirizzo è voluto dal governo, che continua nella campagna di recruiting di manager e banchieri dal mercato partita dall’incarico affidato quasi un anno fa all’ex Ad Luxottica, Andrea Guerra.

Per Bassanini si parla da tempo di un possibile passaggio a membro della Corte costituzionale. Il Parlamento in seduta comune è chiamato ad eleggere tre nuovi membri e la prima votazione si terrà domani pomeriggio.

Le Fondazioni controllano il 18,4% della Cassa e spetta loro per statuto la nomina del presidente (il Mef esprime l’Ad).

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