Presentata la nuova città della Scienza

Citta_scienza_sliderLo Studio 015 Viganò di Milano si è aggiudicato il concorso internazionale. Le caratteristiche dell’intera area di via Guido Reni in continuità con lo spazio del Maxxi


 

ROMA – È dello Studio 015 Viganò di Milano il progetto vincitore del concorso internazionale di progettazione per il quartiere della ‘Città della scienza’ di Roma. Il concorso, bandito il 23 dicembre scorso da Cdp investimenti Sgr d’intesa con l’amministrazione comunale, prevede l’elaborazione di un progetto per la rigenerazione e la trasformazione dell’area di 5,1 ettari delle ex caserme di via Guido Reni nel II Municipio della Capitale. Ai partecipanti del concorso è stato richiesto di collocare – all’interno del progetto – 35mila mq di residenze, di cui 600 destinate all’housing sociale, 10mila mq di strutture ricettive e commerciali, 14mila mq di spazi e strutture pubbliche e la Città della Scienza che dovrebbe essere di circa 12mila mq.

Il progetto vincitore – scelto da una giuria di 7 persone (presiedute dal professore ordinario di Urbanistica dell’università di Trieste, Paola Di Biagi) tra docenti, accademici e architetti – è stato selezionato tra 6 gruppi finalisti che a loro volta erano stati scelti tra 246 candidature provenienti da 20 Paesi diversi. Il masterplan presentato dalla titolare dello studio 015 Viganó, Paola Viganó, prevede “una continuità con il Tridente – viale Pinturicchio a nord e viale del Vignola a sud – che coinvolga la piazza del Maxxi”. La città della Scienza verrebbe quindi posizionata a nord-est “in continuità con lo spazio del Maxxi”.

Le attività commerciali saranno collocate al livello stradale verso via Guido Reni e la parte interna dell’area dedicata ai servizi di carattere pubblico. E ancora, le funzioni residenziali saranno collocate ai livelli superiori degli edifici e l’Hotel sarà posizionato lungo l’asse parallelo a via Guido Reni. Infine, le attività collettive sono ospitate nei due edifici su viale del Vignola che saranno destinati l’uno alle attività di associazioni locali, l’altro a uno spazio polivalente. Venerdì al museo del Maxxi sarà inaugurata la mostra di presentazione al pubblico dei risultati del concorso. La mostra sarà visitabile fino al 5 luglio.

“Abbiamo pensato a un progetto che riutilizza, rigenera e ricicla un’area ormai centrale a Roma- ha detto Paola Viganó alla conferenza stampa di presentazione del progetto ai musei Capitolini insieme al sindaco Ignazio Marino e all’assessore all’Urbanistica Giovanni Caudo – proponendo un luogo dell’abitare contemporaneo, diverso ma allo stesso tempo ispirato a una tradizione romana. La città della scienza diventerà un luogo importante e attrattivo e molti saranno gli spazi pubblici”.

“Abbiamo dato alla città la possibilità di sperimentare una nuova opportunità – ha detto l’assessore alla Trasformazione urbana di Roma Capitale Giovanni Caudo – Ci abbiamo messo 245 giorni ad approvare la delibera per trasformare l’area e adesso portiamo a casa un grandissimo risultato. Il progetto è di qualità superiore ma la cosa più importante è il segnale che a Roma si può fare. Si può cambiare metodo- prosegue Caudo- si possono ridurre i tempi e si può dare un contributo alla qualità. Noi siamo convinti che la città la costruisce il privato ma rivendichiamo la regia pubblica. Ora il masterplan deve passare per l’approvazione definitiva in Assemblea capitolina e poi nel 2016 partiranno i cantieri”.

In margine alla presentazione dei risultati del concorso non potevano mancare le polemiche fra “comari” sui (pochi) meriti che le amministrazioni del Comune di Roma possono vantare. Ad accendere per primo le polveri è stato Roberto Morassut, ex assessore all’urbanistica della giunta Veltroni, che si è dichiarato dispiaciuto nell’apprendere “alcune dichiarazioni del Sindaco Marino di questi giorni il quale, dopo aver sbagliato nel dire che da 24 anni il Comune non ha mai approvato il bilancio, oggi sostiene che dal 2000 non viene promosso a Roma un concorso di architettura. E’ noto al contrario che il Comune di Roma ha promosso tra il 2001 ed il 2008 decine e decine di concorsi”, ha spiegato Morassut tracciando un lungo elenco di opere. Dalla riqualificazione di Piazza Augusto Imperatore agli ex Mercati Generali, alla riabilitazione urbana di Viale Giustiniano Imperatore, alle opere pubbliche messe a concorso nel ciclo dei bandi ‘Più e meno’ relativi agli interventi urbanistici diffusi di lottizzazione convenzionata in tutta Roma. E poi l’ex Pelanda suini presso il vecchio Mattatoio di Testaccio, il Macro, la riqualificazione di Piazza San Cosimato, il Ponte della Scienza, il Ponte della Musica, le tre “scuole più belle del mondo” di Romanina, Cesano e Casalmonastero. “Si resta sorpresi da queste dimenticanze che manifestano una memoria e una conoscenza non approfondita della storia recente della citta’ e della sua amministrazione” ha concluso Morassut.

La replica della giunta Marino non si è fatta attendere ed è stata affidata all’assessore alla Trasformazione urbana Giovanni Caudo. “E’ vero che a Roma sono stati fatti molti concorsi di architettura di singoli edifici – ha sostenuto l’assessore – vinti da archistar come nel caso del  Maxxi e del Macro, così come ha detto il sindaco Marino nella conferenza stampa per il quartiere di via Guido Reni. Ma, negli ultimi venti anni, non c’è stato nessun concorso internazionale per realizzare un intero quartiere, per di più in capo a un soggetto privato  e dove si disegnano insieme spazi pubblici e privati. Stupisce quindi – ha concluso Caudo – che l’onorevole Morassut si sia premurato di precisare quanto è noto ma non abbia colto la portata innovativa di quanto fatto dalla giunta Marino. Anche il riferimento a via Giustiniano Imperatore è fuori luogo, poiché si trattò di un concorso di idee su aree pubbliche, che non è stato realizzato se non in piccola parte, non da chi vinse il concorso ma da altro soggetto”.

Potrebbero interessarti anche