Telecom Italia, arriva la cavalleria francese

Telefonia_fissaBollorè chiede l’ingresso in Cda di quattro pezzi da 90, tutti francesi. Chi sono i nuovi consiglieri


ROMA – Come era nelle attese, il gruppo francese Vivendi, forte del suo 20% di Telecom Italia, ha calato il suo asso chiedendo l’integrazione dell’ordine del giorno dell’Assemblea degli azionisti ordinari di Telecom Italia, convocata per il giorno 15 dicembre prossimo. Quello che forse non tutti si aspettavano è che il gruppo di Vincent Bollorè chiedesse 4 rappresentanti in cda. E, come specificato in una nota da  Key4biz, si tratta di nomi di “peso”: il suo amministratore delegato Arnaud Roy de Puyfontaine, il direttore operativo Stephane Roussel, il Cfo Hervé Philippe e Felicité Herzog, figlia del famoso alpinista francese Maurice Herzog, scrittrice nonchè associata della società di consulenza Ondra Partners.

Ma cosa cambierà con l’ingresso di questi pezzi da 90, tutti francesi? E, soprattutto, cambierà qualcosa? Di certo l’ad Marco Patuano e il presidente Giuseppe Recchi, pur nella certezza di restare al loro posto fino a fine mandato, si sentiranno quanto meno un po’ ‘osservati speciali’.

D’altronde le preannunciate novità in Consiglio sono la diretta conseguenza dei radicali cambiamenti intervenuti in poche settimane nell’azionariato del gruppo italiano delle tlc. Mentre infatti la nostra Cassa depositi e prestiti sfogliava la margherita se entrare o no in Telecom o con chi allearsi per realizzare la banda larga, i giochi si sono praticamente fatti. Bollorè ha consolidato il suo consistente pacchetto di azioni, l’altro imprenditore francese Xavier Niel si è portato a casa in un colpo solo il 15% del gruppo, il loro “compagno di merende” Tarak Ben Ammar fa da sponda e JP Morgan porta la sua quota al 5,1% dal 4,6% di luglio, diventando il terzo azionista di Telecom Italia. 

Dell’era Telco, la holding capitanata da Telefonica che vedeva tra gli azionisti Intesa Sanpaolo, Mediobanca e Generali, non resta quasi più niente, fatta eccezione per gli otto consiglieri che ancora siedono nel board. Era ovvio quindi che il primo azionista chiedesse quantomeno un’integrazione del Cda per includere suoi rappresentanti, conoscendo il carattere accentratore di Bollorè che in tutti i suoi investimenti si è sempre preoccupato di circondarsi di ‘fedelissimi’ prima ancora di procedere a nuovi piani industriali e relative riorganizzazioni. 

I quattro nuovi amministratori proposti da Vivendi per il Cda di Telecom Italia porteranno a 17 il totale dei consiglieri e, secondo la proposta di deliberazione, resteranno in carica sino alla scadenza del mandato dell’attuale Consiglio, cioè fino all’approvazione del bilancio 2016. Tra le altre richieste avanzate da Vivendi, c’è anche “l’aumento del compenso complessivo annuo del Consiglio di Amministrazione deliberato dall’Assemblea del 16 aprile 2014…in misura proporzionale al numero di Amministratori nominati”.

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