Vaccini sì, vaccini no, la terra dei cachi

VacciniAmmessi a scuola solo se vaccinati. I presidenti delle Regioni approvano la linea dura

 

 

ROMA – L’eterno dilemma che con esiti alterni divide da anni non solo il mondo scientifico, ma l’opinione pubblica sull’obbligatorietà delle vaccinazioni e sui suoi effetti collaterali, sembra aver raggiunto in Italia un punto fermo: una bozza di “Piano nazionale vaccini” predisposta dal ministero della Salute. Ora ci si è messa anche l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che presenterà ai giornalisti un’indagine conoscitiva su “I mercati dei vaccini a uso umano” nel corso di una conferenza-stampa in programma mercoledì prossimo, 25 maggio, alle ore 10,30, presso la propria sede in piazza Verdi 6 a Roma.

Essendo la salute materia di prevalente competenza regionale, i presidenti delle Regioni italiane hanno esaminato il documento e ne hanno approvato i punti essenziali, cioè obbligo di vaccinazione per le iscrizioni a scuola e sanzioni, con la collaborazione degli ordini professionali, per i medici che non dovessero seguire le indicazioni.

Siamo solo alle prime battute e il percorso di entrata in vigore di un provvedimento del genere si presenta lungo e irto di ostacoli giuridici e sociali. Tanto per cominciare il ministero dell’Economia ne ha chiesto un rinvio per approfondire “alcuni aspetti tecnici”, legati all’impatto finanziario del provvedimento. Il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta ha spiegato che “il testo è complesso e il tempo per analizzarlo è stato scarso. Ne parleremo col Ministero della Salute per condividere la relazione tecnica e pensiamo di concludere positivamente entro la prossima conferenza straordinaria Stato-Regioni”.

Il problema dei vaccini tuttavia non è affatto soltanto tecnico o finanziario e la sua complessità sembra sottovalutata dall’attuale approccio ministeriale. Anni di confronti e analisi sui principi di libertà e di autodeterminazione sanciti dalla Costituzione (art. 32 “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge”) sono liquidati mediante un semplice artificio dialettico: “Dal nuovo piano vaccini – si legge nel testo governativo – potrà essere generata una normazione aggiornata, garantendo, peraltro, la protezione degli individui e delle comunità, con misure correlate, come, ad esempio, l’obbligo di certificazione dell’avvenuta effettuazione delle vaccinazioni previste dal calendario per l’ingresso scolastico”.

E’ vero esattamente il contrario: è da una legge apposita emanata dal Parlamento dopo approfondito esame di tutti gli aspetti del problema che dovrà derivare un piano organico per la vaccinazione dei nostri figli. Fino a quel momento il tema di grande rilevanza sociale e sanitaria continuerà a svilupparsi sull’onda di fattori emozionali e parascientifici, come è stato in questi ultimi anni.

La Società italiana d’igiene (Siti) ha di recente sostenuto che le campagne denigratorie e le sentenze di alcuni giudici hanno fatto scendere la copertura vaccinale in Italia con picchi che in alcune zone hanno raggiunto il -25% per morbillo e rosolia. “Siamo inondati di informazioni ma, paradossalmente, molto disinformati –  dice il ministro della Salute Beatrice Lorenzin – E’ facile pensare: io il vaccino a mio figlio non lo faccio, lo farà il mio vicino di casa. Ma è solo con una copertura pressoché completa che sono state debellate in Italia poliomelite e vaiolo. E, laddove la copertura è insufficiente, le malattie ritornano. Per questo sui vaccini non possiamo abbassare la guardia”.

Quella di una corretta e autorevole informazione sull’efficacia dei vaccini e sui loro possibili effetti collaterali risulta in effetti un elemento debole nelle periodiche campagne di vaccinazioni. Negli ultimi anni infatti si è assistito ad un inasprimento del dibattito che vede sotto accusa  i vaccini, responsabili, secondo una certa corrente di opinione, di causare effetti collaterali gravi e malattie. Il nuovo Piano Nazionale dovrebbe servire anche a “rilanciare l’informazione a proposito delle vaccinazioni, soprattutto in senso positivo”. Un’indagine condotta negli Stati Uniti ha accertato come l’attuale comunicazione sui vaccini non incide in modo significativo sull’attitudine delle famiglie: l’approccio comunicativo esistente può anzi accrescere i sospetti o il sentimento oppositivo dei genitori nei confronti della vaccinazione. Degli oltre 1700 genitori destinatari del messaggio relativo al vaccino, è stato valutato che nessuno accresceva la fiducia e l’ottimismo nei confronti della vaccinazione.

Le principali società scientifiche italiane di medicina generale e pediatria,  congiuntamente con il Ministero della Salute, ricordano l’importanza delle vaccinazioni e di campagne grazie alle quali si è giunti all’eradicazione di malattie come il vaiolo o la poliomelite, ma questo non esclude che nella popolazione restino ancor oggi diffusi motivi di scetticismo, se non di aperta ostilità.

Questo non riguarda ovviamente le quattro vaccinazioni obbligatorie contro epatite B, tetano, difterite e poliomielite. Ma già nei confronti delle vaccinazioni “raccomandate” dal Ministero, quelle contro il morbillo, la rosolia, la parotite e la pertosse, le resistenze crescono sensibilmente. Non parliamo poi delle nuove vaccinazioni “facoltative”, come l’antimeningococco e l’antipneumococco contro la meningite e i vaccini anti varicella e papilloma virus , per i quali si nutrono ancora profonde riserve.

Continua dunque sui vecchi binari il dibattito sull’obbligatorietà delle vaccinazioni. Il Parlamento come il solito latita e la via amministrativa che in subordine si è scelta non è detto che non vada a sbattere contro il muro della costituzionalità. A meno che pragmaticamente si scelga una soluzione di compromesso, come quella indicata, tra gli altri, da Carlo Signorelli della Società italiana di igiene, secondo cui il concetto di “obbligo è in parte oggi superato, nel senso che nella pratica le vaccinazioni usualmente fatte ai bambini vanno oltre quelle obbligatorie. La maggior parte dei bambini infatti, a pochi mesi di vita con la vaccinazione esavalente già riceve le quattro vaccinazioni obbligatorie più quelle contro pertosse ed Haemophilus influentiae”.

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