Si rivede la luce ai Pratoni del Vivaro

PratonidelVivaroLa luce di una nuova era illumina i Pratoni del Vivaro, grazie alla candidatura olimpica di Roma2024.

 

Un pezzo di storia dei Giochi olimpici di Roma 1960 potrebbe rivedere presto un po’ di luce. E’ l’ex centro equestre federale dei Pratoni del Vivaro, luogo simbolo per cavalieri e amazzoni romani e non solo. Centro d’eccellenza per tanti anni, poi lasciato in stato d’abbandono da parte della federazione che ha avuto vari problemi negli ultimi anni, come il commissariamento dovuto a passivi di qualche milione di euro, e la mancanza assoluta di fondi persino per pagare i due storici guardiani.

Ora si è mosso qualcosa. Un lumicino, per ora, ma la fiamma intanto si è riaccesa su quel luogo dove più di una volta soggiornò niente meno che la principessa Anna d’Inghilterra. In sostanza il Demanio ha concesso la struttura ai comuni di Rocca di Papa e Ariccia che hanno coinvolto per il rilancio dei Pratoni l’Accademia Nazionale Federigo Caprilli, l’associazione fondata decenni anni fa, tra gli altri, dai fratelli Piero e Raimondo D’Inzeo, che lo scorso anno ha costituito una nuova associazione proprio per recuperare il centro.

E il primo tassello è stato messo in questi giorni, con un contributo di 200 mila euro concesso dal Coni almeno per riaprire i cancelli, rialzare gli ostacoli e far tornare cavalieri e amazzoni ad allenarsi e gareggiare. Il contributo è stato erogato in quanto l’area è stata inserita nel
dossier della candidatura olimpica Roma 2024. In caso di aggiudicazione dei Giochi arriverebbero ovviamente altri contributi: si parla di 200 mila euro l’anno dal 2017 al 2024.

Ma c’è anche un secondo tassello che ha un significato non indifferente. Il centro cambierà nome in “Ranieri di Campello”, che ne fu il fondatore. E a fare da madrina sarà Maria Sole Agnelli, sorella dell’Avvocato e moglie del defunto Ranieri, che da sempre dirige un’importante scuderia di cavalli.

Potrebbero interessarti anche