A Palazzo Cipolla fino al 4 settembre

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Banksy a Roma, è boom di presenze
 

3.500 ingressi solo nel week end, 6.200 nei primi sei giorni.

La società, le sue sconfitte e le sue conquiste costituiscono il materiale centrale della rassegna.

 

ROMA – Boom di visite alla mostra di Banksy. 6.211 visitatori in meno di una settimana, di cui quasi 3.500 nelle sole giornate di sabato e domenica, quando a via del Corso si sono formate lunghe file. È questo il dato dell’affluenza registrata a “Guerra, Capitalismo & Libertà”, la mostra-evento ideata, promossa e realizzata dalla Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo, che ha aperto i battenti lo scorso 24 maggio e che, per la prima volta, presenta un ricchissimo campionario di opere del principale street-artist internazionale noto come Banksy.

“Sono particolarmente lieto – afferma il Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele, Presidente della Fondazione Terzo Pilastro-Italia e Mediterraneo, nonché ideatore della mostra – che questa iniziativa, da me fortemente voluta, dimostri ancora una volta la validità del mio convincimento fondamentale: l’arte e la cultura, se promosse con sensibilità unita a doti manageriali, rappresentano un potente volano per il turismo, e di conseguenza per l’economia del nostro Paese. In una sola settimana, la mostra sulle opere di Banksy ha totalizzato più di 6.000 visitatori: molti di essi sono stranieri, con l’inevitabile indotto che un dato del genere è in grado di generare nei vari settori produttivi. Ancora una volta un’istituzione privata no-profit, dunque, dà una risposta concreta ai bisogni della collettività – come già fatto a Pompei con la monumentale mostra di Igor Mitoraj – valorizzando il grande asset del nostro Paese, che è la cultura. Mi auguro che ciò possa servire da modello virtuoso per la prossima amministrazione che si troverà, ormai tra pochi giorni, a governare Roma”.

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La rassegna, che resterà aperta a Palazzo Cipolla fino al 4 settembre 2016, ha una proiezione di visite complessive che potrebbe superare quota 100mila in soli tre mesi, entrando così nelle mostre top a livello nazionale per il 2016, ma secondo stime attendibili il trend aumenterà rapidamente, con un risultato finale sensibilmente più alto, grazie anche a una copertura mediatica in rete che sta facendo il giro del mondo e sta inducendo i tour operator a creare pacchetti turistici che prevedono anche la visita della mostra tra gli itinerari proposti nella Capitale. Vista la grande richiesta, la Fondazione Terzo Pilastro ha deciso di estendere l’orario di apertura dalle 10 alle 21 e di annullare la prevista chiusura settimanale il lunedì, rendendo fruibile l’esposizione 7 giorni su 7.

Guerra, Capitalismo & Libertà comprende un esteso corpus artis su Banksy proveniente da collezioni private internazionali, che comprende dipinti originali, stampe, sculture e oggetti rari, molti di questi mai esposti in precedenza. È una mostra no-profit, che costituisce un’esauriente rassegna dell’artista noto come Banksy, una delle figure più discusse, dibattute e acclamate dei nostri tempi. Il suo anonimato, che ha catturato l’attenzione del pubblico internazionale già dalla fine degli anni Novanta, e il suo rifiuto a conformarsi spiegano la difficoltà a inquadrare e definire un artista di tale portata; proprio per questo non è mai stata esposta all’interno di un museo privato una esaustiva rassegna delle sue opere.

La prima mostra dell’artista si è tenuta a Bristol nel 2000 al Severn Shed. Nel 2002, Banksy ha esposto alla 33 1/3 Gallery di Los Angeles e l’anno seguente è stato incaricato di disegnare due copertine all’album Think Tank dei Blur. Il lavoro di Banksy si espande a livello internazionale: lungo la striscia di Gaza, sul versante palestinese, ha dipinto nove immagini. Nell’estate 2009 si “è impossessato” del Bristol Museum & Art Gallery con una mostra che ha attratto oltre 300.000 visitatori. L’artista ha inoltre realizzato un film documentario “Exit Through The Gift Shop”, ottenendo una nomination agli Oscar. Ad oggi, nessuna galleria rappresenta in maniera esclusiva Banksy.

Nel 2013 ha realizzato un progetto situazionista a New York chiamato “Better Out Than In”: in una delle va-rie attività sparse per la città ha venduto le sue tele su una bancarella per $60 USD ai turisti.

Banksy_2003_Love_Rat_Screenprint_50x35cm_-_Copia_-_CopiaIl 2015 ha visto l’apertura di DISMALAND: un grande parco a tema da lui rinominato ‘Bemusement Park’, il contrario del parco divertimenti, dove visitatori di ogni età e provenienza sono stati accolti da uno staff depresso e poco collaborativo. All’interno del parco una mostra, curate dallo stesso Banksy, ha riunito artisti di grande rilievo, tra cui Damien Hirst e Axel Void.

Lo scorso dicembre Banksy ha poi deciso di trasferire le strutture di Dismaland a Calais per ospitare i rifugiati. In questa occasione ha prodotto una serie di murales, tra cui ‘The Son of a Migrant from Syria’ (‘Il Figlio di un Emigrante dalla Siria’) che raffigura cinicamente Steve Jobs.

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