Un candidato al giorno GIOVANNI ZANNOLA

Giustini_slider_copiaCandidato del Partito Democratico all’Assemblea capitolina. Tra cultura, sport e impegno sociale.

ROMA – Sono nato nel 1983 ad Ostia, dove ho frequentato il Liceo Scientifico “Enriques”. Durante gli anni della scuola ho sviluppato passioni e interessi che, grazie alla mia famiglia, ho coltivato fino ad oggi: lo sport, l’associazionismo, la disabilità e la passione per la politica che, già dai 17 anni, mi ha impegnato particolarmente sui temi della legalità, l’antimafia e l’integrazione sociale. Qualche anno dopo ho deciso di spostarmi ad Ostia Antica, un territorio bisognoso di un impegno civico e quotidiano. Qui sono diventato segretario dei Ds di Ostia Antica, responsabile organizzativo della Sinistra Giovanile di Roma, e poi, nel Partito Democratico segretario del Circolo “Pier Paolo Pasolini” e membro della Direzione Nazionale dei Giovani Democratici.

Nel frattempo mi sono laureato in Psicologia a La Sapienza. Qualche anno fa, insieme ad un gruppo di amici, abbiamo aperto una scuola di calcio a 5 per ragazzi affetti da disabilità fisiche e cognitive; abbiamo promosso la “Pacis Cup”, torneo multireligioso rivolto a tutte le realtà del X Municipio e la manifestazione “Un’ Altra Umanità è Possibile”, che raccoglie un network di associazioni in prima linea per i temi che riguardano la solidarietà, il volontariato, la disabilità, la legalità e la cura dell’ambiente.

Nel 2013, con un programma elettorale incentrato sulla lotta alla mafia, sono stato eletto consigliere del Partito Democratico nel Municipio X di Ostia con 1.300 voti.

Oggi mi candido per il Consiglio Comunale di Roma, lo faccio con la passione per la politica e per il PD, partito in cui ho sempre creduto, sostenuto e militato. Il rispetto dei cittadini, delle regole e della legalità sono per me fondamentali. Non ho conflitti di interessi, non cerco incarichi, non gestisco affari e non ho carichi pendenti. La mia aspirazione è fare buona politica per la mia comunità.

I beni culturali: Roma possiede centinaia di palazzi storici, parchi pubblici, manufatti rurali, monumenti e stabili di archeologia industriale di cui i romani non possono godere. Sono luoghi da vivere, che potrebbero produrre lavoro e opportunità, luoghi di socialità e aggregazione. I singoli cittadini e le associazioni devono avere la possibilità concreta di prendersi cura dei beni comuni attraverso un regolamento comunale, una serie di bandi pubblici e trasparenti e la costituzione di un “Ufficio dei Beni Comuni”. L’amministrazione condivisa e la rigenerazione urbana sono atti di civiltà per far ripartire Roma. Conservazione, manutenzione e abbellimento saranno le direttrici di una nuova gestione capace di generare capitale sociale, di integrazione e legami di comunità.Zannola2

Legalità: I fatti di Mafia Capitale hanno violentemente mostrato come i fenomeni corruttivi non siano penetrati solo nella classe politica, ma anche all’interno della burocrazia tecnico – dirigenziale, inquinando un’intera comunità civica. Per Roma occorre un’inversione di tendenza culturale, una rivoluzione degli usi e costumi di un’intera classe dirigente cittadina. Chi governa questa città deve riuscire a riportare la fiducia nei romani, attraverso provvedimenti chiari, netti e immediati: la tracciabilità digitale degli atti amministrativi, con l’esplicitazione del responsabile del procedimento; la riscrittura complessiva, unica ed elastica di un solo codice di procedura comunale; pianificare contro l’abusivismo commerciale e la contraffazione un presidio costante del territorio, risalendo la filiera attraverso azioni di contrasto coordinate anche a livello nazionale; la creazione dei comitati della legalità e sicurezza municipale, dove – con la presenza delle forze di polizia che insistono sul territorio – si garantisce il primo intervento di monitoraggio e contrasto ai fenomeni di devianza.

Sport: Un piano regolatore per lo sport. Per dare a tutti l’opportunità di fruire delle tante strutture pubbliche romane. Occorre censire gli impianti sportivi pubblici esistenti ed il loro stato manutentivo, definire le esigenze del tessuto urbano (pressione demografica, bacini d’utenza e modalità di fruizione). Anche la gestione degli impianti va riformata: revocando la concessione degli impianti a chi non ne garantisce la manutenzione; impedendo la costruzione di nuovi impianti in bacini di utenza già coperti da altri, affidando con bandi pubblici gli impianti sportivi in disuso, quelli scolastici e quelli con le concessioni scadute. Tutto questo deve essere realizzato attraverso una regia pubblica che abbia la finalità di rendere sostenibili i piani di investimento e promuovere l’imprenditoria legata allo sport.

Cultura: Il messaggio culturale di Roma va rimodulato investendo su creatività e capitale economico. Si deve valorizzare l’area archeologica, creando un rapporto attivo tra quella centrale (Colosseo e Foro Romano) e quella periferica (Ostia e Appia Antica) con itinerari studiati, percorsi mirati e offerte culturali condivise. Avvicinare le nuove generazioni alla fruizione dei musei civici con agevolazioni per studenti residenti e non. Creare un nuovo modello di offerta culturale per l’Estate Romana capace di penetrare nei territori municipali valorizzando le ricchezze offerte da Roma. Riqualificare le stazioni della metro con la street art o i reperti archeologici in giacenza nei musei civici e moltiplicare gli eventi internazionale capaci di riqualificare la città, come con “Trionfi e lamenti” di Kentridge.

Sociale: Sono i tre cardini sui quali costruire una rete sociale e civica a Roma. Il futuro, il passato della nostra società e chi è stato meno fortunato, per non lasciare indietro nessuno. Pensando una rete attorno a queste categorie, costruiremo una rete civile e morale capace di riaccendere l’orgoglio di Roma. La promozione della formazione dell’infanzia con i servizi a lei dedicati, asili nido e materne, è la base di partenza di ogni comunità cittadina. L’assistenza e l’inclusione garantita ed efficiente ai diversamente abili danno la misura etica di una città. L’attenzione agli anziani, ci restituisce quel senso di comunità, di memoria e di umanità in grado di superare il dramma dell’isolamento della vita urbana.

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